Giovedì, 4 Marzo 2021
Vibo Valentia

Orrore al cimitero: tombe svuotate e cadaveri distrutti per liberare i loculi

Arrestate tre persone a Tropea. Il pm: “Un reato portato a consumazione con condotte raccapriccianti, con offesa alla pietà dei defunti”

Tombe svuotate, cadaveri distrutti, fatti a pezzi, buttati nei sacchi neri dell’immondizia, per liberare i loculi e rivenderli. Tre persone sono state arrestate con l’accusa di associazione a delinquere, violazione di sepolcro, distruzione di cadavere, illecito smaltimento di rifiuti speciali cimiteriali e peculato nell’ambito dell’inchiesta sugli orrori del cimitero di Tropea, condotta dalla Procura di Vibo Valentia insieme alla Guardia di Finanza. In manette sono finiti F.T., 62enne dipendente comunale, suo figlio S.T., 38 anni, entrambi già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, e R.C. 53 anni, incensurato. 

Le indagini sono state condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, scaturiste “da precisi e convergenti elementi informativi e di controllo economico del territorio, che hanno determinato l'avvio di una costante attività di osservazione nei confronti delle tre persone arrestate che svolgevano la loro attività lavorativa all'interno del cimitero di Tropea”. 

Orrore nel cimitero di Tropea: cadaveri distrutti per liberare i loculi e rivenderli

I tre, secondo gli inquirenti, “senza alcuna autorizzazione ed in spregio di qualsiasi disposizione contenuta nel regolamento di polizia mortuaria comunale, avrebbero eseguito numerose estumulazioni illegali allo scopo di conseguire, con ogni probabilità, illeciti profitti, assicurando ai congiunti di persone defunte l'utilizzo di loculi per la sepoltura, resi improvvisamente disponibili, ed eliminando, senza averne titolo, i resti mortali rimasti di altre persone già sepolte da anni. Il tutto approfittando della situazione di grave carenza di posti liberi che da molto tempo esiste presso il cimitero di Tropea”. 

"Un reato portato a consumazione con condotte raccapriccianti, con offesa alla pietà dei defunti, con distruzione di cadaveri ed incendio dei resti. Anche se pensiamo che i cadaveri che venivano estumulati venissero distrutti e poi collocati in dei sacchi e smaltiti non sappiamo ancora bene in che modo, mentre i resti delle casse e degli indumenti venivano incendiati direttamente sul posto”, ha dichiarato il procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo. “La Guardia di Finanza - ha aggiunto il procuratore - si è resa conto dell'esistenza di queste condotte, e quindi abbiamo collocato una telecamera che ci ha consentito di ricostruire quantomeno una decina di condotte di questo tipo, ma abbiamo motivo di ritenere che questa attività durasse da anni. Le prime denunce che abbiamo acquisito la collocano al luglio del 2019". Per Falvo, "sembra il segreto di Pulcinella, perché erano condotte che duravano da tempo e pare fossero risapute anche nell'ambiente, ma nessuno le aveva mai denunciate". Ma questa, ha concluso il procuratore, "è solamente la punta dell'iceberg".

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