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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Prato, la strage annunciata del lavoro sommerso

Sette cittadini cinesi arsi vivi: sono rimasti bloccati dalle sbarre alle finestre dopo un incendio divampato in una delle tante fabbriche-dormitorio made in China: "Questa tragedia l'abbiamo sulla coscienza tutti"

PRATO - "Questa tragedia l'abbiamo sulla coscienza tutti. Occorre andare più a fondo nella denuncia della più grande concentrazione di lavoro nero in Italia. Siamo sotto la soglia dei diritti umani". Sono le parole di Enrico Rossi, governatore della Toscana, dopo l'ennesima strage del lavoro in Italia.

Ieri a Prato sono morti sette operai e tre sono rimasti gravemente feriti per ustioni e intossicazione da monossido di carbonio a causa di un rogo divampato in una fabbrica tessile gestita da cittadini di nazionalità cinese. Il bilancio è ancora provvisorio. L'incendio ha fatto crollare l'edificio nella parte dei dormitori, uccidendo gli operai rimasti intrappolati nella struttura.

Non c'era alcuna possibile via di fuga nel laboratorio che si è trasformato in una trappola mortale. A innescare le fiamme è stata probabilmente una stufa elettrica, mentre non sarebbero state trovate bombole di gas.

In molte aziende del distretto tessile pratese - soprattutto nella zona del Macrolotto - gli immigrati cinesi vivono e lavorano senza il minimo rispetto dei diritti del lavoro e delle più elementari norme di sicurezza. Ecco perché "la tragedia non sorprende - dice l'assessore alla sicurezza del Comune di Prato Aldo Milone - Più volte abbiamo detto quello che poteva succedere in questi capannoni alla presenza di dormitori, con impianti elettrici scadenti, non a norma".

E' stato un ex carabiniere a dare l'allarme. "Stavo passando con la mia auto - ha raccontato Leonardo Tuci dell'Associazione nazionale carabinieri in congedo - quando ho visto una colonna di fumo provenire dal capannone. Mi sono avvicinato e ho visto che c'erano alcuni uomini che mi venivano incontro piangendo e urlando. Sono corso verso il capannone e ho visto un cinese che con un estintore in mano cercava di spegnere l'incendio. Allora ho preso anche io un estintore per aiutarlo. Era stremato, anche per il freddo, e continuavo a sentire le urla dei cinesi".

Il lavoro dei vigili del fuoco, una trentina di persone, è stato durissimo. Le raffiche di vento alimentavano le fiamme, mentre si cercavano i corpi tra le cataste di detriti e tessuti roventi.

La procura di Prato si appresta ad aprire un fascicolo per il reato di omicidio colposo plurimo. Nelle prossime ore il sostituto procuratore Lorenzo Gestri, dopo aver acquisito le relazioni e gli atti dell'inchiesta da parte degli operatori di polizia e vigili del fuoco, iscriverà l'ipotesi di reato e gli eventuali indagati.

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