Domenica, 28 Febbraio 2021
Modena

L’appello della famiglia di Claudia Lepore, l’italiana uccisa a Santo Domingo: “Vogliamo giustizia”

I parenti della 59enne di Carpi hanno dato incarico agli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti di seguire ogni strada utile per ricostruire cosa è accaduto e chi sono i responsabili. I legali chiederanno una nuova autopsia quando la salma sarà rientrata in Italia

Claudia Lepore in una foto postata sul suo profilo Facebook da 'La panchina di Mariella', che dà notiza della donna uccisa a Santo Domingo, 23 gennaio 202

Chiede giustizia la famiglia di Claudia Lepore, la 59enne di Carpi (Modena) uccisa nei giorni scorsi nella propria abiezione di Santo Domingo. I parenti della donna - la madre Mariangiola Pellacchia, i fratelli Anna e Tonino - hanno infatti dato mandato agli avvocati Enrico Aimi e Giulia Giusti di seguire ogni strada utile per ricostruire cosa è accaduto davvero a Bavaro, nel distretto di Punta Cana, e chi è responsabile della morte di Claudia. 

“I famigliari vivono terribili ore di angoscia ed hanno chiesto, non solo di fare piena luce in ordine alla dinamica dei fatti e alle possibili complicità nella commissione dell’omicidio, ma di procedere senza indugi e fino in fondo, affinché gli autori dell’agghiacciante crimine subiscano la condanna che meritano”, dicono i legali della famiglia di Claudia Lepore.

“L’efferatezza del delitto, che per quanto si è potuto apprendere sarebbe avvenuto con le modalità dello strangolamento, unito alle condizioni del cadavere, ritrovato in un pozzetto freezer legato e imbavagliato, potrebbero legittimare addirittura l’inflazione della pena dell’ergastolo”, spiegano.  

L'omicidio di Claudia Lepore a Santo Domingo

Secondo le prime indiscrezioni, l’omicidio di Claudia Lepore sarebbe avvenuto per ragioni economiche. Al momento però non è chiaro i ruolo dei due italiani, Ilaria Benati e Jacopo Capasso, fermati dalle autorità locali. Lepore, secondo gli standard locali, appariva persona più che benestante, che aveva investito la maggior parte dei proprio averi sull’isola caraibica. 

“Siamo costantemente in contatto con l’Ambasciata italiana per ottenere le prime utili informazioni - fanno sapere Aimi e Giusti - Nelle prossime ore invieremo denuncia anche alla Procura della Repubblica di Roma cui chiederemo, una volta rientrata la salma in Italia, di procedere a nuovo esame autoptico. Per ora è difficile fare una valutazione in merito alle tempistiche. La nostra preoccupazione è ora anche quella di difendere l’immagine della povera Claudia Lepore, persona generosa, buona nell’animo e purtroppo anche molto ingenua,  infangata da faziose quanto bizzarre tesi difensive, finalizzate alla mitigazione del fatto, in particolare da parte del principale indiziato, Antonio Lantigua", che ha confessato l’omicidio”. 

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