Lunedì, 10 Maggio 2021
Ancona

Crisi Covid: il barista disposto a vendere un rene per salvare il suo locale

Non è una provocazione. Ha paura perché la sua attività rischia di diventare un macigno fatto di debiti e pagamenti arretrati. Da qui la decisione seria, tanto da aver già preparato un cartello esposto all'esterno del locale: "Lo faccio per il mio bar"

Massimo Sturani, commerciante di Ancona

Non è solo il fatto di non guadagnare più come una volta, non è solo il fatto di non poter sostenersi con la sua attività di commerciante. Lui ha davvero paura di lasciare debiti alla sua famiglia, teme che il bar adesso, da fonte di reddito, possa diventare una bomba pronta ad esplodere con i ristori irrisori, le bollette da pagare e la fine di un incubo di cui si fa fatica a vedere alla fine.

Per questo ad Ancona Massimo Sturani, per tutti Massimo del “Maxi Bar”, ha deciso di vendere un rene. E se a qualcuno possa sembrare un modo di dire, non lo è affatto per Massimo, che, come riporta anche AnconaToday, ha già preparato un cartello da esporre fuori dal locale, con tanto di numero di telefono. “Grazie a voi, io Massimo del Maxi bar Ancona, pur di salvare il mio bar e aiutare i colleghi in difficoltà vendo un mio rene. Non sto scherzando”. Segue il numero di cellulare. Il commerciante dorico è dunque disponibile a farsi togliere un organo per continuare ad andare avanti con la sua attività lavorativa o quando meno evitare che questa possa soffocarlo con le troppe perdite accumulatesi in questo anno e mezzo.

Commerciante vende rene per salvare il bar

Ma perché proprio adesso che si è riaperto tutto? “Tutta vita in zona gialla? Non è così, anzi siamo tornati indietro, questo è un giallo rinforzato, dentro non si può stare e si può servire solo all’esterno. Siamo punto e accapo - dice Massimo - io tavoli all’aperto non ne ho, come tantissimi altri, ma non è comunque quello che risolve i problemi delle bollette. Inoltre, se qualcuno mangia fuori e piove, quello spaghetto lasciato a metà chi lo paga? Non certo i clienti”. E poi il coprifuoco, che almeno per ora resta fissato alle 22: “A che ora devi andare a cena? Alle 19? Non ha nessun senso”.

Intanto stamattina nel capoluogo marchigiano è prevista una manifestazione davanti alla sede della Regione Marche, “Se saremo in tanti andrò avanti per la mia strada e, come già annunciato, il 2 maggio riaprirò del tutto il mio locale, se invece la risposta non sarà quella che mi aspetto vuol dire che ci arrendiamo”. 

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