Lunedì, 8 Marzo 2021
Bari

“Joseph era uno di noi”: il comune paga il funerale per il 21enne ghanese ‘dimenticato’ in obitorio

“Di lui ho sentito solo parlare bene”, ha raccontato il sindaco di Bitonto. Il ragazzo, senza famiglia in Italia, era annegato più di un anno fa

Il funerale di Joseph Ofori (foto Facebook/Michele Abbaticchio)

Per più di un anno il suo corpo è rimasto in una cella frigorifera di un ospedale di Bari. Joseph Ofori, 21enne ghanese arrivato a Bitonto, è annegato un pomeriggio dell’agosto 2019 nel tratto di mare di fronte alla spiaggia Pane e Pomodori di Bari. Il suo corpo era stato recuperato senza vita dai vigili del fuoco e da quel giorno era rimasto nell'obitorio del Policlinico di Bari. 

Oggi Joseph ha avuto il suo funerale. A pagare le spese della cerimonia funebre e della sepoltura è stato il comune di Bitonto, come ha raccontato il sindaco Michele Abbaticchio di un post su Facebook. “Joseph Ofori è stato nostro concittadino - ha scritto Abbaticchio - Onesto lavoratore fu accolto dalla nostra Città grazie al percorso SPRAR e poi, dopo aver trovato occupazione bussando porta dopo porta in una carrozzeria cittadina, ha trovato conforto e amore. Di lui ho sentito solo parlare bene”. 

La sua storia aveva colpito Michelangelo Armenise, un volontario della cooperativa Auxilium gestisce lo SPRAR di Bitonto, che qualche tempo fa aveva iniziato a informarsi su come poter seppellire Joseph. La famiglia del giovane non aveva la disponibilità economica né i permessi per venire a recuperare il corpo del giovane, ha raccontato Repubblica Michelangelo Armenise, il quale ha poi cercato di coinvolgere anche l’ambasciata ghanese e varie associazioni. La pandemia scoppiata nel frattempo ha ovviamente complicato la questione. Alla fine “l’inghippo” è stato risolto, grazie all’impegno della cooperativa e del Comune di Bitonto, e stamattina c’è stata quella che Abbatittichio ha definito una cerimonia “raccolta ma sentita”.

“Il commento più ascoltato è ‘a Bitonto nessuno viene lasciato solo’. Non è sempre cosi, purtroppo, ma il numero minore possibile resta sempre un grande obiettivo - ha concluso Abbaticchio - Per me, Joseph è ancora qui: negli occhi dei tanti giovani che lo hanno conosciuto e accompagnato”. 

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