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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Città Catania

Uccisa a coltellate: l'ex fidanzato condannato a 30 anni

Giordana Di Stefano aveva 20 anni. Luca Priolo è stato processato con il rito abbreviato

Il gup di Catania Loredana Pezzino ha condannato a trent'anni di reclusione Luca Priolo, il 26enne che il 7 ottobre 2015 uccise con 42 coltellate la sua ex convivente, la 20enne Giordana Di Stefano. L'uomo, processato con il rito abbreviato, ha ucciso barbaramente la giovane mamma dalla quale aveva avuto una bambina, oggi di 6 anni,  proprio un giorno prima dell'udienza per stalking a suo carico. La piccola Asia adesso porta il cognome Di Stefano, grazie alla battaglia condotta dalla madre di Giordana, Vera Squatrito, che da anni lotta per avere giustizia per sua figlia e per tutte le vittime di femminicidio.

La relazione, le minacce e lo stalking

Giordana, scrive CataniaToday, ha conosciuto il suo assassino quando aveva 15 anni. Luca era il suo primo amore. Poco dopo è rimasta incinta, una gravidanza tanto voluta dalla giovane danzatrice quanto osteggiata dall'allora fidanzato. Il giorno dell'omicidio Giordana e Luca non stavano più insieme da tempo, ma condividevano una figlia, la piccola Asia, che allora aveva solo quattro anni. Così come ci ha raccontato la mamma, Vera Squatrito, Giordana per anni aveva vissuto una relazione conflittuale con il ragazzo, aveva subìto una gelosia eccessiva, morbosa, e tante, troppe limitazioni. Dopo aver lasciato il ragazzo Giordana aveva deciso di crescere sua figlia da sola e di continuare a dedicarsi alla danza, la sua grande passione. Ma quell'abbandono Luca non lo aveva mai accettato davvero: così Giordana veniva continuamente ossessionata da messaggi, telefonate, appostamenti, ingressi in casa di notte, richieste di ogni genere per riallacciare la relazione. La giovane allora, dopo una serie di episodi allarmanti, nel 2013 aveva scelto di denunciare l'ex fidanzato per stalking. 

Il femminicidio e la fuga dell'assassino

Luca Priolo ha ucciso Giordana con 48 coltellate 24 ore prima dell'inizio del processo per stalking, avvicinandola con l'ennesima richiesta di chiarimento. Giordana è stata massacrata nella sua auto tra la notte del 6 e la mattina del 7 ottobre, trovata poche ore dopo dai carabinieri che la stavano cercando a seguito della denuncia di scomparsa della madre Vera, che da tempo temeva per la vita di sua figlia. Priolo dopo l'omicidio ha tentato la fuga, ma è stato fermato a Milano e ha confessato l'omicidio, negando però la premeditazione. L'assassino ha parlato di un "raptus" non programmato dopo la decisa scelta della ragazza di non ritirare la denuncia per stalking nei suoi confronti.

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