Sabato, 5 Dicembre 2020
Palermo

Il focolaio nella missione di Biagio Conte: sì alla zona rossa, positivo oltre il 60 per cento dei tamponi

La struttura di Palermo ospita circa 600 cittadini stranieri, i casi accertati sono 32 sui 50 tamponi di cui si è avuto l'esito. Il sindaco Orlando lancia l'allarme

Mini-zona rossa  a Palermo per il focolaio nella Missione speranza e carità. "La situazione emersa è, in particolare nella struttura più grande, che ospita circa 600 cittadini stranieri, particolarmente seria, con un tasso di positività oltre il 60% dei tamponi effettuati, aggravata dalla condizione di difficile se non impossibile rispetto del distanziamento e ancor meno isolamento dei positivi asintomatici. In atto i positivi accertati sono 32 sui 50 tamponi di cui si è avuto l'esito". Lo scrive il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, al governatore siciliano, Nello Musumeci, all'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, al prefetto del capoluogo siciliano, Giuseppe Forlani, e al direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Daniela Faraoni.

Zona rossa a Palermo

Le quattro strutture della 'Missione Speranza e Carità' di Biagio Conte, a Palermo, diventano da oggi 'zona rossa' per contrastare la diffusione del Coronavirus. Lo ha stabilito il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, con una propria ordinanza, dopo gli oltre trenta casi di positività accertati fra gli ospiti del centro. La decisione è stata adottata dopo un vertice con l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e il direttore generale dell'Azienda sanitaria provinciale di Palermo Daniela Faraoni, che hanno esaminato l'andamento del contagio e "la pericolosa promiscuità" all'interno delle strutture. Ad accentuare la situazione di criticità è stato il rifiuto della quasi totalità dei soggetti ospitati a farsi condurre al Covid-Hotel San Paolo per la quarantena obbligatoria. Nei centri, adesso, potranno entrare e uscire solo gli operatori sanitari e socio-sanitari e il personale impegnato nella assistenza alle attività inerenti l'emergenza. A garantire l'effettività dell'ordinanza di Musumeci dovranno essere le forze dell'ordine, all'esterno delle strutture. Nei quattro Centri della Missione già ieri sono stati inviati gruppi tecnici dell'Azienda sanitaria della Regione per verificare la piena osservanza delle misure di prevenzione e quattro squadre Usca per sottoporre a tampone rapido gli oltre settecento ospiti.

Il focolaio nella Missione speranza e carità

Il focolaio di Covid-19 si è sviluppato nella Missione speranza e carità, fondata da Biagio Conte in via Decollati a Palermo. I medici dell'Azienda sanitaria provinciale stanno continuando a effettuare i tamponi, mentre i cancelli della cittadella dei poveri sono presidiati dalle forze dell'ordine. "La particolare condizione di fragilità e promiscuità della situazione, aggravata dal rifiuto di lasciare la struttura per recarsi presso l'albergo Covid-19 da parte di numerosi positivi - denuncia nella lettera il primo cittadino -, rischia di determinare una situazione di grave rischio sanitario e sociale per l'intera comunità locale".

Il Comune si è organizzato per fornire viveri e pasti pronti alla Missione e da oggi, in collaborazione con l'Asp, la presenza dei mediatori culturali. La Missione opera su quattro diverse sedi in città, in base alla tipologia di cittadini accolti, in totale circa 900, in immobili messi a disposizione da amministrazioni pubbliche. Nei giorni scorsi sono stati segnalati quattro casi di positività al Covid-19, a seguito dei quali, le autorità sanitarie regionali, in raccordo e contatto con tutte le istituzioni locali e la Prefettura, hanno avviato una massiccia campagna di screening e tracciamento.

Nella cittadella dei poveri di via Decollati prosegue lo screening e le forze dell'ordine presidiano i cancelli per impedire agli ospiti di uscire. Solo tre migranti hanno accettato di essere trasferiti all'hotel Covid-19. Gli altri si rifiutano di lasciare la struttura.

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