Lunedì, 12 Aprile 2021
Caserta

Coronavirus, l'odiosa "truffa delle mascherine": che cosa hanno scoperto

Due presunti truffatori denunciati dalla Guardia di Finanza di Aversa avrebbero guadagnato in meno di una settimana quasi 100mila euro. I clienti pagavano, ma non ricevevano nulla. E come avrebbero potuto? Quelle mascherine di fatto non esistevano

Mascherine sequestrate in una foto d'archivio

Avrebbero guadagnato in meno di una settimana quasi 100mila euro, i due presunti truffatori denunciati dalla Guardia di Finanza. Fare soldi attraverso truffe puntando sulla necessità reali di molti italiani che, in piena emergenza coronavirus, cercano di acquistare dispositivi di protezione individuali come mascherine e gel igienizzanti. Succede anche questo, purtroppo. I clienti pagavano, ma non ricevevano nulla. E come avrebbero potuto? Quelle mascherine di fatto non esistevano.

Nell'ambito dell'intensificazione delle attività investigative volte al contrasto dei fenomeni illeciti correlati all'attuale emergenza sanitaria Covid-19, i finanzieri della Compagnia di Aversa, Caserta, monitorando le vendite on-line di prodotti anti contagio quali mascherine ed igienizzanti, oramai diventati ambiti anche sul web, hanno individuato una società con sede a Villa Literno che aveva approntato un proprio sito nel quale pubblicizzava la vendita dispositivi di protezione individuali e prodotti igienizzanti a prezzi vantaggiosi senza averne la materiale disponibilità, al solo fine di incamerarne illecitamente il prezzo pagato dagli ignari acquirenti. 

Nel corso delle indagini le Fiamme Gialle aversane, insospettite dai prezzi praticati, molto bassi e "invitanti", hanno portato avanti accertamenti occulti presso la sede della società che risultava gestire il sito internet, ma che in realtà si rilevava essere invece un esercizio di vendita al dettaglio di mobili.

Nel corso di un successivo controllo, più approfondito, sulle banche dati,  è emersa l'assenza di acquisti del materiale pubblicizzato e la presenza a sistema di numerose denunce sporte da privati in varie parti d'Italia per il mancato ricevimento della merce ordinata proprio su quel sito e già pagata. E' stata quindi perquisita la sede della società e i domicili dei due ideatori della frode, un 24enne e un 53enne entrambi di Villa Literno: si è proceduto al sequestro delle carte di credito sulle quali avvenivano gli accrediti delle transazioni, oltre al computer e ai telefoni cellulari strumentali alle truffe. E' ora in corso la ricostruzione analitica delle truffe perpetrate e dell'illecito profitto illecitamente accumulato, approfittando dell'emotività e dello stato di bisogno degli acquirenti.

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