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Sabato, 27 Novembre 2021
Regione Piemonte / Italia

Avvisi di garanzia per 52 consiglieri su 60, indagato anche Cota

L'inchiesta sull'uso dei fondi pubblici da parte dei gruppi politici ipotizza peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa

TORINO - Da destra a sinistra, sono tutti coinvolti nell'inchiesta. La guardia di finanza sta notificando gli avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sull'uso dei fondi pubblici da parte dei gruppi politici della Regione Piemonte. I consiglieri indagati, secondo quanto si apprende, sarebbero 52 su 60.

Le accuse ipotizzate a vario titolo sono pesanti: peculato, finanziamento illecito dei partiti e truffa.

Nel Consiglio regionale del Piemonte tutti i gruppi politici sarebbero quindi interessati dall'inchiesta della Procura di Torino, che è coordinata dal procuratore aggiunto Andrea Beconi e condotta dai sostituti procuratore Giancarlo Avenati Bassi e Enrica Gabetta.

Nel corso della prossima settimana tutti i consiglieri regionali indagati saranno convocati in Procura per essere ascoltati. Gli accertamenti riguardano i gruppi che all'inizio della legislatura, nel 2010, erano composti da almeno due consiglieri. I cosiddetti mono gruppi erano già stati presi in esame alcuni mesi fa, quando i magistrati eseguirono le prime quattro iscrizioni nel registro degli indagati a carico di Aleonora Artesio (FdS), Andrea Stara (Insieme per Bresso), Michele Giovine (Pensionati per Cota) e Maurizio Lupi (Verdi Verdi).

COTA - Anche il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, e’ indagato nell’inchiesta della procura di Torino. ‘Mi sono gia’ recato spontaneamente dai pm per chiarire la mia posizione’, dice Cota, che aggiunge:"‘Non un euro è finito sul mio conto corrente e in questo senso la Procura non ha mosso contestazioni".

CASELLI - "Vi sono differenze, anche rilevanti, fra le varie posizioni individuali, sia per la causale dei rimborsi, sia per l'ammontare complessivo dei medesimi". Lo afferma il procuratore capo di Torino a proposito dell'inchiesta sull'utilizzo dei fondi pubblici da parte dei gruppi consiliari della Regione Piemonte. "Solo lo sviluppo e la conclusione dell'inchiesta - aggiunge Caselli - potranno consentire una più precisa e completa definizione di tali posizioni".(da TorinoToday)

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