Martedì, 19 Gennaio 2021
Palermo

Covid, donna muore in ospedale: i parenti tentano di sfondare la porta con una panchina

L'episodio nel reparto di medicina del Civico di Palermo. Il racconto di un medico: "Scenario di devastazione, assistere a certe scene fa male"

Il pronto soccorso dell'ospedale Civico di Palermo

Nottata di follia e devastazione nel reparto di Medicina II dell’ospedale Civico di Palermo, dove nella notte tra venerdì e sabato le forze dell’ordine sono intervenute due volte su segnalazione del personale sanitario, assediato nel silenzio di una corsia in cui vengono ormai ricoverati solo pazienti colpiti dal Covid.

A scatenare la "rivolta", racconta PalermoToday in un articolo firmato da Riccardo Campolo, è stato il decesso di una donna settantenne che si trovava proprio in quel reparto. Una paziente che avrebbe avuto un quadro clinico già delicato e aggravato dal contagio del virus. "Da quel che abbiamo ricostruito una collega – spiega un camice bianco - aveva provato a contattare i familiari per comunicare loro la triste notizia. Hanno reagito urlando, con offese di ogni genere e minacce, tanto che abbiamo chiamato il 112".

Il racconto del medico: "Hanno tentato di sfondare la porta"

All’una di notte la situzione sembrava essersi tranquillizzata, ma per i sanitari il peggio doveva ancora venire. Poco dopo qualcuno avrebbe iniziato a suonare insistentemente al citofono del reparto. “Il portiere – racconta il medico a PalermoToday  - ci ha segnalato un gruppo di persone arrivato come un commando che aveva preteso di entrare in ospedale. Abbiamo chiamato nuovamente la polizia e poco dopo abbiamo cominciato a sentire un rumore sempre più forte provenire dalla porta: qualcuno stava cercando di sfondarla”.

Nonostante i colpi la porta avrebbe retto l’urto sino al secondo intervento delle forze dell’ordine. "Fuori dalla porta - conclude il medico - c’era uno scenario di devastazione. Avevano strappato via e distrutto una panchina in metallo per utilizzarla come ariete e cercare di entrare. Assistere a certe scene fa ancora più male se penso a chi mortifica pubblicamente gli sforzi che facciamo tutti noi in un momento tanto critico".

Gli investigatori hanno ascoltato il racconto dei testimoni per risalire all'identità dei responsabili. La prima ad essere denunciata per danneggiamento è una donna di 52 anni ma l'elenco rischia di allungarsi nelle prossime ore.

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