Martedì, 18 Maggio 2021
Milano

La dentista di 26 anni in prognosi riservata dopo 16 giorni dal vaccino AstraZeneca: "Non ci sono elementi per stabilire una correlazione"

Una giovane che aveva ricevuto il siero alla Fiera di Milano si trova ricoverata dopo una trombosi cerebrale. Il Policlinico esclude un nesso di causalità con la somministrazione

Una donna di 26 anni, di professione dentista, è ricoverata in prognosi riservata da alcuni giorni al Policlinico di Milano per trombosi cerebrale. Sedici giorni fa aveva ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. Ma i medici ci tengono a specificare che non è possibile ad oggi ipotizzare alcuna correlazione con la somministrazione del siero. Le sue condizioni, scrive MilanoToday, sono stabili.

La dentista di 26 anni in prognosi riservata dopo il vaccino AstraZeneca: "Non ci sono elementi per stabilire una correlazione"

La segnalazione sul caso è partita ieri sera. Dall'Irccs di via Sforza, interpellato sull'episodio, precisano che "non ci sono al momento elementi sufficienti per dare una risposta sull'eventuale correlazione di questo evento con la vaccinazione". La ragazza, aggiunge l'ospedale, "è cosciente e risponde alle terapie. E' in condizioni ritenute stabili, anche se la prognosi resta riservata". È stata ricoverata al Policlinico di Milano perché la sua situazione era seria ed è stata inviata al Centro trombosi guidato da Flora Peyvandi, struttura di riferimento. Probabilmente aveva ricevuto il vaccino alla Fiera di Milano. 

La 26enne fa parte di una delle categorie per le quali la vaccinazione obbligatoria, visto che i dentisti sono personale sanitario impegnato in presenza. Nonostante l’Ema (l’Ente europeo per i medicinali) abbia spiegato che questa forma di trombosi rara riguardi 30 casi, di cui sette mortali, su 18,1 milioni di vaccinati e il datbase europeo sulla sicurezza dei farmaci conti 222 segnalazioni su 34 milioni di vaccinati, oggi. 

Cosa rischia chi si fa somministrare il vaccino AstraZeneca

Cosa rischia chi si fa somministrare il vaccino AstraZeneca? Ci sono casi di trombosi venosa cerebrale,  associati a un crollo delle piastrine che potrebbe essere legata al vaccino. Si tratta di problemi rarissimi: in Italia le segnalazioni, non confermate, sono in tutto 13 e 223 in tutta Europa a fronte di 34 milioni di dosi somministrate. La trombosi del seno cerebrale ha colpito donne sotto i sessanta anni in maggioranza e non sembra ci sia una correlazione con la pillola anticoncezionale. Nessuna delle vittime è stata trovata positiva al coronavirus. Una delle ipotesi è che il problema dipenda da una reazione autoimmune scatenata da cause ignote. I sintomi più comuni sono mal di testa diffuso insieme a sintomi neurologici come sopore, disturbi a vista, movimento, parola, sensibilità. 

La peculiare forma di trombosi non è stata vista con i vaccini a Rna (Pfizer e Moderna). Si sono invece registrati 3 casi sospetti su 5 milioni di vaccini con Johnson&Johnson, che usa lo stesso metodo di AstraZeneca: il vettore virale a base di adenovirus.

Ma c'è chi, come Paolo Corradini, presidente della Società italiana di ematologia, ha fatto notare che l’aspirina ha effetti collaterali più frequenti. Per il virologo Andrea Crisanti rischia di più la trombosi chi prende un aereo. E il richiamo? L’Italia sembra orientata a dare ancora AstraZeneca a chi ha avuto la prima dose con questo vaccino, scrivono oggi i quotidiani. Per ora. 

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