Lunedì, 1 Marzo 2021
Avellino

Rientra in carcere con 17 ovuli nello stomaco, uno si rompe: detenuto gravissimo

E' successo nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. L'uomo era uscito in permesso premio e al rientro in cella si è sentito male

Lotta tra la vita e la morte. Un detenuto è ricoverato in gravi condizioni, dopo aver ingerito 17 ovuli di cocaina, uno dei quali si è aperto, compromettendogli l'intestino. E' successo nel carcere di Bellizzi Irpino, in provincia di Avellino. L'uomo era uscito in permesso premio e al rientro in cella si è sentito male.

Il detenuto che torna in carcere con 17 ovuli in pancia

A quel punto la scoperta: aveva ingoiato le dosi di droga per smerciarle in carcere agli altri detenuti. Il fatto è raccontato da Vincenzo Palmieri e Luigi Castaldo, segretari dell'Osapp: "La Polizia Penitenziaria, - commentano i sindacalisti - insieme con il ritrovamento dei 100 grammi di hashish ieri nel carcere di Avellino, ha sventato una sorta di ‘droga party della Befana’, dimostrando, ancora una volta, elevate capacità professionali, malgrado le forti criticità e difficoltà operative”.

I due sindacalisti, dopo avere espresso preoccupazione nei confronti del detenuto, sottolineano che “purtroppo, nonostante i benefici previsti e concessi per legge dai magistrati di sorveglianza di turno, molti detenuti non hanno remore a perpetrare reati, anche rischiando la propria vita. E ciò deve indurci a riflessioni - dicono ancora - affinché si possano apportare le dovute modifiche legislative e deterrenti a questi incresciosi fenomeni che destabilizzano l’ordine e la sicurezza dei penitenziari”. “Invitiamo i garanti dei detenuti, - aggiungono - dal nazionale ai regionali, ed ora anche ai provinciali, a esprimersi in merito”.

Secondo il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci, infine, “il legislatore dovrebbe, col supporto appropriato delle idonee figure istituzionali, adoperarsi con misure preventive e restrittive a contrastare i vari e pericolosi fenomeni criminosi all’interno dei penitenziari, tesi anche a tutelare la vita dei detenuti, con leggi incisive e deterrenti, utili alla salvaguardia dell’interesse collettivo, dei carcerati e, in special modo, dell’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria”.

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