Giovedì, 4 Marzo 2021
Ravenna

Operato di tumore, Lorenzo discute la tesi dall’ospedale: “Il mio è un messaggio di speranza”

“Alla fine ero incredulo, un po’ per il traguardo raggiunto e un po’ per la particolare location in cui tutto ciò è avvenuto”, racconta il ragazzo a RavennaToday

Non pensava certo di dover discutere la sua tesi di laurea in Giurisprudenza dall’ospedale, ma alla fine è quello che Lorenzo Savini ha fatto, col sorriso sulle labbra. Lorenzo si trova ricoverato al Morgani-Pierantoni di Forlì dal 10 novembre per l’asportazione di un tumore benigno al femore, scoperto quest’estate. Dopo l’asportazione ci sono state delle complicazioni e il giovane è stato sottoposto pochi giorni dopo a un secondo intervento, molto complesso e che richiederà lunghi tempi di recupero. Il 30 novembre i medici hanno comunicato a Lorenzo il prolungamento dei tempi di recupero. 

“Onestamente non avevo mai messo in conto l’ipotesi di dover discutere la tesi dall'ospedale, anche perché i tempi di degenza prospettati inizialmente erano diversi. Quindi all’inizio non pensavo neanche a studiare, convinto che avrei avuto a disposizione 15 giorni per preparare la discussione da casa”, racconta Lorenzo a RavennaToday. "Ho iniziato quindi a prepararmi e confesso che è stato molto difficile per tanti motivi: al mattino per effetto delle visite, medicazioni e fisioterapia non avevo molto tempo a disposizione, in più il dolore e la terapia farmacologica mi hanno reso molto debole a un certo punto e anche la concentrazione ne ha risentito”. 

Lorenzo discute la tesi dall'ospedale: "Un bel messaggio di speranza per tutti"

Il personale medico gli è stato sempre vicino e gli ha permesso di studiare nella stanza delle fisioterapiste il pomeriggio e la sera, per prepararsi in vista della discussione. Lorenzo si è laureato la scorsa settimana, in completo elegante con cravatta rossa, in una stanza messa a disposizione dell’ospedale, seduto in carrozza davanti a un pc. 

"La discussione penso sia durata poco meno di una decina di minuti ma la commissione, sapendo della mia situazione, mi è venuta incontro e mi ha spostato da 14esimo al primo della lista del pomeriggio, così da non recare neanche troppo disturbo alla disponibilità del reparto nell’avermi riservato una stanzina". Dopo il colloquio è seguita la proclamazione: 103 il voto di laurea. "Alla fine ero incredulo, un po’ per il traguardo raggiunto e un po’ per la particolare location in cui tutto ciò è avvenuto". Al suo fianco il padre (la madre è morta due anni fa e a lei la tesi è dedicata) e la fidanzata, per i quali è stata concessa una deroga, e che hanno potuto assistere con tutte le precauzioni del caso al momento tanto atteso. 

"Penso questo possa rappresentare un bel messaggio di speranza per tutti, visto il brutto momento che stiamo vivendo. Bisogna gioire, perché ci sono persone che soffrono molto più di me, quindi non ho proprio nulla di cui lamentarmi. A ciò aggiungo che tutto il personale è stato felicissimo e commosso e tengo particolarmente vengano ringraziati per quanto fatto per me - dice Lorenzo - Ho come obiettivo, spero a gennaio, di iniziare il tirocinio per la pratica forense, mentre per riprendere la normale pratica sportiva dovrò attendere circa sei mesi, quanto serve per il recupero del tendine del quadricipite".

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