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Giovedì, 20 Giugno 2024
Città Salerno

Disturbo della quiete pubblica: il sindaco "vieta" il biliardino

Succede a Teggiano, nel salernitano, dove il sindaco ha emanato un'ordinanza che limita fortemente l'utilizzo del calcio balilla

TEGGIANO (SALERNO) - Le partite al biliardino, con le sfide tra gli amici in riva al mare nei pomeriggi estivi, sono tra i ricordi più belli dell'adolescenza. Che esultanze per un gol decisivo segnato di rimpallo o magari direttamente con il portiere! Proprio quelle esultanze che i ragazzi di Teggiano, piccolo comune del Vallo di Diano in provincia di Salerno, dovranno tenere a bada.

Il sindaco Michele Di Candia, infatti, ha emanato un'ordinanza che limita fortemente l'utilizzo del calcio balilla. Avete letto bene: il biliardino sarà vietato (in orari prestabiliti) proprio come avviene per l'alcol, i rifiuti o i fuochi nei giardini, con un'ordinanza. Chi sbaglia paga, in denaro e con la chiusura dell'attività.

TROPPO CASINO - Il provvedimento è stato emesso dopo le numerose segnalazioni dei cittadini che lamentano situazioni di disturbo soprattutto nelle ore notturne, quando negli esercizi pubblici e nei circoli privati aumenterebbero gli schiamazzi. Da qui la necessità di tutelare la quiete pubblica. Tempi duri quindi per chi vuol giocare al mitico biliardino a Teggiano: in caso di gol o di vittoria - negli orari in cui sarà possibile giocare - si dovrà esultare in maniera composta e silenziosa.

IL DIVIETO - Nei circoli privati e negli esercizi pubblici del territorio comunale - si legge nell'ordinanza numero 26 del giorno 8 maggio 2012 - l'utilizzo del calcio balilla è vietato, all'esterno, dopo le 22 dal 1 aprile al 30 settembre e dopo le 20 dal 1 ottobre al 31 marzo, oltre che nell'orario pomeridiano dalle 14 alle 16. Il suo utilizzo non deve comunque, anche negli orari precedenti, essere fonte di disturbo per il vicinato. I contravventori, si legge ancora nell'ordinanza, saranno oggetto di sanzione pecuniaria (articolo 10 della legge 447/95) e sanzione accessoria, con sospensione dell'attività sino ad un massimo di dieci giorni. Nei casi più gravi si procederà ai sensi dell'articolo 659 del Codice Penale ("Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone"). (da SalernoToday)
 

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