Lunedì, 27 Settembre 2021
Abusi su minori / Brindisi

Arrestato parroco per abusi su minori: era stato "smascherato" da Le Iene

Don Giampiero Peschiulli si trova ora agli arresti domiciliari. Dopo il servizio del programma di Mediaset, i carabinieri avevano sequestrato il suo pc

BRINDISI - Le Iene lo avevano “scoperto” e denunciato lo scorso anno, quando con l’aiuto di tre attori avevano ripreso di nascosto le presunte profferte di natura sessuale fatte da don Giampiero Peschiulli, ex parroco della chiesa di Santa Lucia, colpito ora da un’ordinanza di custodia cautelare per abusi sessuali su minori di 14 anni, aggravati dall’abuso di autorità.

Don Peschiulli si era autosospeso tempo fa ed è stato assegnato agli arresti domiciliari. Dopo la messa in onda del servizio de Le Iene, lo scorso settembre, nel quale tre giovani avevano finto di essere in crisi spirituale e aveva chiesto aiuto a don Giampiero, i carabinieri avevano sequestrato il pc del sacerdote e altro materiale utile alle indagini. Dietro l'inchiesta c'erano presunti episodi di abusi sessuali su giovanissimi parrocchiani, datati in alcuni casi al 2001, tuttavia malgrado le voci insistenti e il malessere serpeggiante tra una parte dei frequentatori della chiesa di Santa Lucia, di denunce formalizzate all'epoca pare non ve ne fossero.

I casi accertati finora sono due, ma gli inquirenti hanno rilevato una “tendenza morbosa nei confronti dei minori” da parte del sacerdote 73enne. Don Giampiero Peschiulli è accusato di aver abusato sessualmente di due chierichetti che avevano meno di 14 anni. I fatti, da quanto appurato dagli investigatori, si sarebbero verificati all’interno della chiesa di Santa Lucia.

 La prima vittima avrebbe subito abusi per cinque anni, fino al 2012. Come scrive BrindisiReport, il prete, poco prima di servire messa o subito dopo la fine della funzione, pare costringesse il minorenne a dare e ricevere baci sulle guance, abbracciarlo dopo averlo tirato con forza a sé, dargli la mano incrociando le sue dita con quelle della mano del ragazzo e accarezzargli le cosce e le braccia. In due occasioni (la prima mentre il ragazzo era seduto davanti a lui per confessarsi, la seconda mentre si accingeva a prelevare il calice e i paramenti sacri dal luogo in cui erano riposti), inoltre, il parroco avrebbe infilato le mani nelle mutande del chierichetto, palpeggiandogli il sedere, e poi gli avrebbe anche preso il capezzolo sinistro, stringendolo fino al punto da provocargli un forte dolore.

La seconda vittima avrebbe subito abusi per quattro anni, fino all’ottobre del 2014. Anche in questo caso, subito prima o subito dopo la funzione religiosa, il prete avrebbe dato baci sulle guancia del ragazzo, gli avrebbe palpeggiato le cosce, lo avrebbe tirato a sé con forza e gli avrebbe accarezzato il petto dopo avergli messo le mani sotto alla camicia. (da BrindisiReport)

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