Mercoledì, 12 Maggio 2021
L'episodio di doppia intolleranza / Udine

Studentessa aggredita in strada con parole sessiste e razziste

Per quelle parole rivolte nei suoi confronti, lei ha comunque deciso di denunciare tutto e, dopo il suo turno di lavoro, si è diretta dai carabinieri per raccontare quanto le è accaduto

Ambra Canciani in una foto dal suo profilo Facebook

Stava andando a lavorare quando, senza che fosse successo nulla di particolare, almeno all’apparenza, è stata insultata e minacciata da un uomo con parole sessiste e razziste. “Brutta putt*** di araba”, “ti ammazzo”, “troia”, “ti sparo", con tanto di gesto, “tornatene nel tuo paese”. Sono queste le frasi choc proferite nei confronti di Ambra Anciani, 26enne di Udine, conosciuta nell'ambito universitario come rappresentante degli studenti dell’Università di Udine, e presidente del consiglio degli studenti e rappresentante al Dipartimento di scienze giuridiche. Studentessa, ma anche lavoratrice perché Ambra lavora anche in un bar.

Come riporta anche UdineToday, stava andando proprio lì martedì mattina quando è avvenuto il fatto. Stando a quanto raccontato dalla giovane, stava camminando, erano circa le 11.20, quando si è imbattuta in una coppia tra i 50 e 60 anni. “LA signora deve aver capito che ero di fretta, - racconta la vittima dell’aggressione - così mi ha fatto cenno di sorpassarli ed io l’ho ringraziata per il gesto. Mentre lei è stata molto cara, lui mi ha improvvisamente e sonoramente mandata a quel paese”. A quel punto Ambra ha chiesto spiegazioni e da lì è partita la raffica di insulti sessisti, parole razziste e minacce.  Tra questi anche “torna al tuo paese araba”, anche se la 26enne non ha affatto origini arabe, con padre italiano e madre somala. Ma è bastata la sua carnagione olivastra per affibbiarle l’etichetta da parte del violento.

Aggressione sessista e razzista ad una studentessa in strada

“La donna che era con lui dopo un po’ ha cercato di farlo smettere, e quando lui ha iniziato ad avanzare minacciosamente verso di me si è frapposta tra noi: se non fosse stato per lei credo mi avrebbe aggredita anche fisicamente”. A quel punto la 26enne ha preso il telefono per chiamare i carabinieri e la coppia se ne è andata via. Intanto però lei, dai carabinieri, ci è andata davvero subito dopo il turno di lavoro e ha denunciato tutto. “Ho anche parlato con il sindaco di San Daniele, dove ultimamente stanno sempre più frequentemente succedendo episodi spiacevoli, come la comparsa di svastiche e le dichiarazioni antisemite di un consigliere comunale. Io ho le spalle larghe e penso che denunciare sia sempre fondamentale”.

Nel frattempo Ambra ha ricevuto molto supporto soprattutto nel luogo di lavoro, dove colleghi e vertice dell'azienda le sono stati vicini dopo l'accaduto. “Quando ho incontrato il sindaco, una volta uscita dalla stazione dei carabinieri, gli ho raccontato quanto era accaduto perché vorrei ci fosse una presa di posizione chiara dell'amministrazione: c'è un clima d'odio che non mi piace e che si sta sempre più diffondendo anche a San Daniele del Friuli, dove ci sono sempre più episodi di xenofobia che stanno coinvolgendo la nostra comunità. Io sono perfettamente consapevole di chi e cosa rappresento, mi voglio fare strumento di questa situazione, perché non se ne parla mai abbastanza», ha concluso la Canciani.

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