Domenica, 9 Maggio 2021
Genova

La donna morta dopo un intervento su un neo: arrestati "santone" e medico

La morte è avvenuta al San Martino di Genova. Tra le accuse violenza sessuale e omicidio

Foto di archivio Ansa

Avrebbero causato, secondo l'accusa, la morte di una ragazza dopo l'asportazione di un neo, morte avvenuta nell'ottobre del 2020 all'ospedale San Martino di Genova. I carabinieri di Genova hanno arrestato un chirurgo, dirigente medico di chirurgia generale di un ospedale bresciano, e il presidente e guida spirituale di un centro olistico e un agriturismo nell'entroterra genovese. Sono accusati di omicidio volontario con dolo eventuale, violenza sessuale e circonvenzione di incapace.

La vittima è una giovane donna morta all'ospedale San Martino a causa di un gravissimo melanoma, un tumore della pelle che sarebbe degenerato in metastasi dopo che è stata sottoposta a un intervento chirurgico nei locali del centro olistico, senza la necessaria strumentazione e senza i dovuti accertamenti istologici, sempre secondo l'accusa. Secondo gli accertamenti dei carabinieri, coordinati dalla procura di Genova, il medico e il "santone" avrebbero operato la donna in condizioni igienico-sanitarie inadeguate per rimuovere un neo che non è però poi stato sottoposto a biopsia. Dopo l'asportazione, si sarebbero sviluppate numerose metastasi.

Secondo gli inquirenti, la vittima sarebbe stata letteralmente "assorbita" dal centro, dove insegnava yoga e tai chi e dove aveva anche celebrato il suo matrimonio, allontanandosi sempre di più dalla famiglia e dagli amici e abbracciando gli insegnamenti di quello che riteneva essere il suo "maestro". A sporgere denuncia sono stati proprio i familiari, che dopo la morte della donna hanno riferito che era stata sottoposta a un intervento chirurgico di rimozione di un neo effettuato su un tavolo da cucina, senza anestesia, chiamando in causa un processo di "purificazione spirituale".

Nei mesi successivi all'intervento, la donna avrebbe patito dolori lancinanti e malesseri per cui sarebbe stata più volte rassicurata sia dal chirurgo sia dal direttore del centro olistico, che anche in quel caso non avrebbero chiesto esami medici più approfonditi né avrebbero prescritto medicinali o farmaci suggerendo invece pratiche olistiche e tecniche di "protezione energetica". La vittima si era affidata totalmente alle loro indicazioni, e gli accertamenti medico legali hanno accertato che l'intervento chirurgico e le successive omissioni sarebbero in rapporto causale diretto con la morte.

"Gravissimi" gli indizi di colpevolezza a carico dei due arrestati, che secondo i carabinieri del nucleo investigativo erano pienamente a conoscenza della superficialità con cui era stato effettuato il primo intervento e consapevoli del grave e progressivo aggravamento del quadro clinico della donna.

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