Lunedì, 12 Aprile 2021
Firenze

La rabbia dopo la morte di Duccio: "Chiediamo giustizia per lui e la sua famiglia"

Fischi per il sindaco di Firenze al suo arrivo al consiglio aperto del quartiere teatro della tragedia. In molti hanno partecipato alla manifestazione contro il campo rom della zona

"Adesso che Duccio non c'è più chiediamo giustizia per lui e la famiglia". Lo chiede piangendo Daniele, uno degli amici della famiglia del 29enne Duccio Dini, morto dopo essere stato investito dalle auto coinvolte in un inseguimento in via Canova a Firenze causato da una lite familiare tra due nuclei rom di nazionalità macedone. E con lui tante altre persone che hanno partecipato al consiglio comunale aperto del Quartiere 4, come racconta Alessia Benelli su FirenzeToday

Una mamma disperata ha raccontato: "Duccio era un ragazzo di 29 anni, è il figlio di tutti noi. Sono stata scippata sulla tramvia e a i miei genitori hanno rubato le catene d'oro al collo - prosegue la donna - io voglio continuare a vivere qui". Applausi per lei, come per Daniele. Il presidente del Q4 Mirko Dormentoni ha replicato: "Dobbiamo rispondere tutti insieme: chiediamo legalità e giustizia chiederemo di sospendere tutte le feste di quartiere in questa settimana di lutto".

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L'arrivo del sindaco Nardella è stato accolto da fischi, anche se ormai molti da Villa Vogel si erano spostati fino al viadotto del ponte all'Indiano che porta al campo rom del Poderaccio. Circa mille persone tra Villa Vogel e la manifestazione di Fdi hanno partecipato alle iniziative. Nel punto in cui ha perso la vita Duccio sono stati lasciati mazzi di fiori e fogli con scritto: "La pagheranno".

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Polizia e carabinieri in presidio hanno impedito ai manifestanti di raggiungere il campo e non sono mancati momenti di tensione con le forze dell'ordine, mentre alcuni gridavano: "Duccio, Duccio" e "Fuori la m...a da Firenze". 

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Luigi Ciatti al presidio sotto al cavalcavia del viadotto all'Indiano

Sul posto, per sedare gli animi, è arrivato anche il padre di Niccolò Ciatti, il padre del 22enne di Scandicci che quasi un anno fa morì a seguito del pestaggio subito in una discoteca a Lloret de Mar. "Sono qui con voi - ha detto Luigi Ciatti rivolto alla folla - perché avete ragione: dobbiamo chiedere giustizia. Ma dobbiamo anche rispettare la legge ed aspettare che la giustizia arrivi. Io la sto aspettando da dieci mesi per mio figlio, voi tutti lo sapete". 

Intanto sono indagati per il reato di omicidio volontario con dolo eventuale i tre uomini, due dei quali arrestati, che hanno fatto scattare l'inseguimento in auto. Cadute invece le accuse sollevate inizialmente anche verso il 43enne inseguito, familiare degli indagati, che adesso viene considerato dagli investigatori come un semplice testimone del fatto. Gli indagati dovranno rispondere anche dell''accusa di lesioni personali gravi verso il loro familiare, ricoverato in rianimazione, con una prognosi di 30 giorni, per un trauma cranico con ferite lacero contuse.

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