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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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Ragazzina 13enne violentata, parla il pedofilo dell'ascensore: "Curatemi"

Edgar Bianchi, con una ventina di violenze sessuali alle spalle, adesso chiede aiuto e cure: "Pensavo di esserne uscito". Giovedì era stato arrestato a Milano con l'accusa di violenza sessuale aggravata per aver abusato sessualmente di una ragazzina

MILANO - Un'ammissione di responsabilità piena. E una richiesta d'aiuto. Si è costituito così Edgar Bianchi, il quarantenne divenuto "famoso" come il "maniaco dell'ascensore" arrestato giovedì pomeriggio a Milano con l'accusa di violenza sessuale aggravata per aver abusato sessualmente di una ragazzina di tredici anni

"Pensavo di esserne uscito, di essere guarito - ha detto quando si è presentato in procura insieme al suo avvocato -. Avevo una vita normale e una fidanzata, volevo sposarmi, ma ci sono ricaduto e voglio essere curato". 

Edgar Bianchi, chi è il "maniaco dell'ascensore"

Sì, "ci sono ricaduto". Perché quella di Edgar Bianchi - genovese, domiciliato a Milano e barman per un'azienda di catering - è la storia di un molestatore e pedofilo seriale. 

Tra il 2005 e il 2006, stando a quanto stabilito dalla sentenza di un tribunale, ha commesso oltre venti violenze sessuali su ragazzine tra i tredici e i diciannove anni, tutte a Genova.

Quegli abusi e quelle molestie gli avevano fatto guadagnare il nome di "maniaco dell'ascensore" - colpiva sempre, proprio come a Milano, negli androni dei palazzi - e gli erano costati una condanna a quattordici anni e otto mesi di carcere, poi diminuiti a dodici e infine scontati a otto. 

Il "maniaco dell'ascensore" a Milano

Due anni fa, quindi, l'uscita dal carcere e l'inizio - apparente - di una nuova vita. 

Mercoledì, però, Bianchi ha colpito ancora. Ha seguito una tredicenne all'uscita da scuola, l'ha spinta in un condominio di via Rubens - in zona Gambara - e lì ha abusato di lei. A incastrarlo è stata proprio la sua vittima, che ha raccontato ai poliziotti della squadra Mobile che il suo molestatore aveva un tutore alla gamba. 

Da quel dettaglio, ripreso dalle telecamere della metropolitana di Segesta, gli agenti sono risaliti al suo nome - attraverso la tessera Atm - e in centocinquanta lo hanno braccato fuori dalla sua abitazione. 

Il pedofilo "istrionico e sadico"

A quel punto, ormai in trappola, lui stesso si è presentato in procura e si è costituito, dolo dopo aver chiesto aiuto.  

Un po' quello che Bianchi - descritto da una perizia psichiatrica del 2006 come una personalità affetta da "narcisismo istrionico con tendenze sadiche" - aveva già fatto nel 2014. 

Pochi mesi prima di essere scarcerato aveva detto: "Quando esco voglio trovare un lavoro serio, per poter risarcire almeno economicamente quelle ragazze". 

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