Sabato, 8 Maggio 2021
Avellino

Elena Gioia, il fidanzato Giovanni Limata accusa: "Il piano per uccidere il padre era suo"

Il progetto prevedeva l'uccisione anche della madre e della sorella della ragazza, tutti a loro dire colpevoli di non vedere di buon occhio la relazione fra i due. La verità nelle chat dei fidanzati

Giovanni Limata, il giovane di 23 anni che ha ucciso il padre della fidanzata, Aldo Gioia, di 53 anni, nella notte tra venerdì e sabato ad Avellino, avrebbe detto durante una serie di dichiarazioni spontanee che il piano per sterminare l'intera famiglia, con l'uccisione programmata anche della madre e della sorella della giovane, sarebbe stato messo a punto e fortemente voluto proprio da Elena.

Elena Gioia, il fidanzato Giovanni Limata accusa: "Il piano per uccidere il padre era suo"

L'interrogatorio di garanzia dei due giovani davanti al gip di Avellino Paolo Cassano  è previsto in carcere per domani, giornata nella quale il pm Vincenzo Russo conferirà l'incarico per eseguire l'autopsia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra mobile di Avellino, coordinati dalla Procura irpina, sarebbe stato il 22enne ad aver inferto le coltellate risultate fatali al 53enne. Il piano prevedeva l'uccisione anche della madre e della sorella della ragazza, tutti a loro dire colpevoli di non vedere di buon occhio la relazione fra i due. Il piano è però saltato dopo l'omicidio del 53enne, quando madre e sorella di Elena sono accorse richiamate dalle urla di quest'ultimo, provocando la fuga del 22enne. 

Il ragazzo, ascoltato dagli investigatori nel corso della notte, avrebbe poi attribuito alla 18enne la responsabilità di aver ideato e fortemente voluto il piano. Secondo quanto è trapelato nelle chat che i due si sono scambiati nei giorni precedenti l'omicidio c'è la prova della premeditazione del gesto. "Ci penso io..., ci sbarazziamo di tutti e scappiamo", "Quando lo facciamo? Quando?", sono due tra i messaggi che si sono scambiati i due secondo quanto riportano stamattina i giornali. Aldo Gioia, 53 anni di Avellino, dipendente della Fca di Pratola Serra, sposato con Liliana Ferraiolo, di 50 anni, e con due figlie: Elena 18 anni, la ribelle di casa, ed Emilia, 23 anni, studentessa, piu' vicina ai genitori, non voleva - e con lui anche il resto della famiglia - che la figlia Elena frequentasse Giovanni. 

La storia di Elena Gioia e Giovanni Limata

La storia tra i due comincia due anni prima, quando lei ha 16 anni e non sopporta i divieti dei genitori. Quella notte Giovanni non riesce ad uccidere con un colpo solo Aldo e lo copisce sette volte, mentre Elena è lì e urla che c'è una rapina. La madre avvisa il 113 e il 118 mentre Limata scappa ma viene raggiunto dagli investigatori a Cervinara, in casa dei genitori in via Monti. Il coltello viene trovato nell'abitazione con le sue impronte. Che ha lasciato per tutto il palazzo. Mentre la madre e la sorella di Elena trovano la chat tra la 18enne e il fidanzato. 

Elena Gioia è accusata di omicidio premeditato pluriaggravato, Giovanni di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Si trovano nel carcere di Avellino dalla notte scorsa. Giancarlo Gioia, fratello di Aldo, in un colloquio con il Corriere della Sera sostiene che la ragazza sia stata plagiata: "Posso soltanto pensare che è stata manipolata, che si sia lasciata plagiare. Ma non certo facendo uso di droghe. Mio fratello se ne sarebbe accorto, lui è sempre stato molto attento alle figlie e da quando c’era questo ragazzo che non gli piaceva per niente, su Elena era ancora più vigile. Se lei avesse cominciato a prendere qualcosa, Aldo lo avrebbe capito e sarebbe intervenuto. Ne sono sicuro".

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