Lunedì, 27 Settembre 2021
Città Milano

"Se non ci date il lavoro mangiamo a scrocco"

Sono arrivati in un ipermercato, si sono seduti e hanno "espropriato" un pranzo: ecco la protesta "vecchio stile" degli ex lavoratori Alfa Romeo di Milano. Dove una volta si facevano macchine, adesso ci sarà un parcheggio

Sono arrivati riuniti in presidio con bandiere e striscioni all'interno di un ipermercato di Milano, in zona Portello. E poi lo hanno annunciato: "Pranziamo con i prodotti sugli scaffali espropriandoli come acconto dei soldi dovuti dal gruppo Iper". Una protesta vecchio stile perché Iper è proprietario dell'area industriale dell'ex fabbrica Alfa Romeo di Arese, in provincia di Milano. Qui una volta si facevano macchine e adesso ci sarà un centro commerciale e un parcheggio in vista di Expo. Così quaranta lavoratori intanto sono stati licenziati. Spiega Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas, sindacato di base che si sta occupando della vertenza:

Siamo sulla strada da 44 mesi e chiediamo di essere ricollocati sull'area e di ricevere gli stipendi non corrisposti, come prevede una sentenza del Tribunale del Lavoro di Milano.


Sono stati licenziati da Innova Service, l'azienda che si occupava della manutenzione sull'area dell'ex Alfa Romero di Arese. Ma a perdere il lavoro non ci stanno: "la lotta è dura e non ci fa paura" dicono in coro. Già nei giorni scorsi gli ex lavoratori Fiat si sono recati nella fabbrica dove lavoravano per denunciare non soltanto il loro licenziamento ma anche le condizioni di lavoro in cui versano gli operai che sono rimasti lì. Il capannone dell'ex Alfa Romeo è un vero e proprio cantiere: ruspe e macerie da demolizione dappertutto. Oltre al centro commerciale, la zona dove c'era la meccanica verrà trasformata in un parcheggio in vista dell'Expo 2015: "Ma qui a posteggiare non ci verrà mai nessuno" dice uno dei lavoratori.

GUARDA IL VIDEO GIRATO NELLA FABBRICA

Nel video realizzato durante la protesta alla fabbrica, il sincato Slai Cobas fa un'altra denuncia: "Qui è pieno di amianto che è stato tolto dal tetto e gli operai lavorano senza protezione. Forse per quello diamo fastidio, perché denunciamo tutto questo".

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