Roma, segano le sbarre e scappano dal carcere: ricerche in tutta Italia

Due detenuti hanno segato le sbarre a Rebibbia e si sono calati da un muro di cinta con delle lenzuola annodate

ROMA - Sono ricercati in tutta Italia da ieri sera, dopo l'evasione da film dal carcere romano di Rebibbia. Una fuga rocambolesca, con i due detenuti di 41 e 35 anni riusciti a far perdere le loro tracce dopo aver segato le sbarre di una finestra ed essersi calati dal terzo piano del carcere utilizzando delle lenzuola annodate tra loro per scavalcare un muro di cinta.

I DUE FUGGITIVI - I due detenuti, evasi dalla 3° Casa circondariale di Roma Rebibbia, sono Giampiero Cattini, 41enne residente a Primavalle e Sergio Di Palo, 35enne siciliano di origine ma da tempo residente nel quartiere romano di Tor Bella Monaca. Il primo era in carcere dal 2008 perché condannato per furto aggravato, rapina e ricettazione e doveva scontare una condanna fino al dicembre 2018. Stefano Di Palo era in carcere per gli stessi reati del compagno di fuga, e doveva scontare una condanna fino al settembre 2018 e si era già reso responsabile in passato di un’evasione dagli arresti domiciliari.

CACCIA AI FUGGITIVI - Dopo l'allerta da parte degli agenti della Polizia penitenziaria, sono scattate le ricerche in tutta Italia con l'ausilio delle forze di polizia e la diffusione delle foto segnaletiche di Cattini e Di Palo.

VICE CAPO DEL DAP - Così Luigi Pagano, vice capo del Dap, commenta l'evasione: "Stiamo accertando la dinamica esatta dell'evasione ecollaboriamo, anche attraverso il nostro nucleo investigativo, alle ricerche dei detenuti - dichiara all'Adnkrons - è probabile che non abbiano sostegno all'esterno, e questo ci fa pensare che la loro cattura sia possibile in tempi brevi". "Vorrei comunque ricordare - prosegue Pagano - che la Terza Casa di Rebibbia da decenni ha un regime a trattamento avanzato, i cui risultati si sono visti sul campo in merito al reinserimento sociale dei detenuti".

L'ULTIMA EVASIONE - Nel carcere di Rebibbia non si registravano evasioni di questo tipo da tempo: "L'ultima evasione - ricorda ancora il vice capo del Dap - risale a oltre 20 anni fa. Questo episodio, pur nella sua serietà, è del tutto eccezionale, come dimostra proprio la storia degli ultimi anni". "Anche in questo caso - conclude Luigi Pagano - mi sentirei di dire, non bisogna troncare esperienze trattamentali di questo genere ma vedere cosa non ha funzionato e adottare le misure opportune affinché episodi si mili non si ripetano, pur mantenendo il regime esistente". (da RomaToday)

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