Giovedì, 25 Febbraio 2021
Potenza

Fabio Limongi è morto dopo una caduta sulle "sue montagne": il commosso ricordo degli amici soccorritori

Tragedia durante un'escursione sul monte Sirino, luogo che aveva contribuito instancabilmente a valorizzare. Straziante il ricordo, affidato ai social, del Soccorso Alpino e Speleologico di Basilicata: "Ti abbiamo accompagnato in questa ultima discesa da spalla a spalla, da braccio a braccio"

Una tragedia, un incidente. L'esperta guida del monte Sirino, Fabio Limongi, 49enne di Lauria (Potenza), è morta ieri sera durante un'escursione sul versante di Lagonegro, in provincia di Potenza. Era insieme ad altre persone che hanno dato l'allarme. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo è precipitato da una parete rocciosa e non ha avuto scampo.

Morto sul Sirino Fabio Limongi, esperta guida di Lauria

Particolarmente complicate sono state le operazioni di recupero da parte dei vigili del fuoco e dei tecnici del corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico. Sul posto l'ambulanza del 118 ma non c'è stato nulla da fare. Per le indagini procedono i carabinieri. L'amministrazione comunale ha espresso il cordoglio alla famiglia per la morte di Limongi, grande esperto di montagna e soprattutto del Sirino. ''La nostra comunità - dice il sindaco Angelo Lamboglia - perde l'esperto e appassionato di montagna Fabio Limongi. Oggi pomeriggio durante un'escursione sul monte Sirino, luogo che ha contribuito instancabilmente a valorizzare, è rimasto vittima di un incidente le cui dinamiche sono tutte da chiarire. Con incredulità e sgomento porgo, per conto dell'amministrazione e dell'intera comunità, le più sentite condoglianze alla famiglia''.

Il commosso ricordo degli amici soccoritori del CNAS Basilicata

Straziante il ricordo, affidato ai social, del Soccorso Alpino e Speleologico di Basilicata – CNSAS: "Normalmente dopo un intervento di soccorso, a maggior ragione se tecnico ed impegnativo come quello di ieri, di solito vi aggiorniamo raccontandovi come è andata, cosa abbiamo fatto. Oggi, però, non lo facciamo perché ieri sera è successo quello che speri non accada mai: ricevere una chiamata per aiutare un amico, Fabio Limongi. E’ stata dura mantenere la lucidità mentre salivamo i pendii innevati della “tua” montagna, da un lato ci chiedevamo come fosse possibile che proprio lei ti avesse tradito, che uno sciatore tanto esperto avrebbe potuto trovarsi in difficoltà, dall’altro pregavamo di trovarti vivo, certamente ammaccato, ma vivo".

"Le nostre speranze però si rotte quando ti abbiamo raggiunto, quando ti abbiamo trovato accoccolato e abbracciato a quella neve che tanto amavi.
Buona parte di noi è entrata nel soccorso grazie a te, l’altra metà ha condiviso con te 20 anni di notti insonni, soccorsi difficili, ricerche complesse e anche un po’ di scontri. Come puoi immaginare c’eravamo tutti. Ti abbiamo accompagnato in questa ultima discesa da spalla a spalla da braccio a braccio ricordando le ultime salite con le pelli su Monte Papa o qualche soccorso fatto insieme come l’ultimo di Monte Alpi, dove con grande generosità sei stato tra quelli che hanno “battuto traccia” tutta la notte per provare in tutti i modi a raggiungere i due alpinisti bloccati in parte". Un vecchio canto degli alpini recita:

"Dio del cielo, Signore delle cime,
un nostro amico hai chiesto alla montagna,
ma ti preghiamo, ma ti preghiamo,
su nel Paradiso, su nel Paradiso,
lascialo andare per le tue montagne.

"Ti lasciamo così, sapendo che anche li saprai trovare montagne da scalare. Ciao Fabio".

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