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Sabato, 22 Gennaio 2022
Città Milano

Feto umano in un frigo all'università: sabotaggio o sfregio

Un feto di 4 mesi è stato trovato nella cella frigorifera all'interno del dipartimento di biotecnologia dell'università Bicocca, a Milano

MILANO - Un feto umano di 4-5 mesi è stato trovato venerdì in una cella frigorifera all'interno del dipartimento di biotecnologia dell'Università degli Studi di Milano Bicocca e ora è stato affidato all'autorità giudiziaria. Sul posto, ieri sera, sono stati effettuati i rilievi della polizia. A chiamare le forze dell'ordine è stata una dipendente.

IL RITROVAMENTO - La scoperta risale a venerdì quando, al terzo piano dell'edificio U3, un gruppo di ricerca che si occupa di cellule staminali, coordinato dal docente Angelo Vescovi, ha trovato in un freezer del Dipartimento un contenitore di polistirolo con all'interno un sacchetto nero contenente materiale biologico non riconosciuto in un primo momento. Solo oggi è stato chiesto il parere di una biologa che ha ipotizzato si trattasse di un feto umano e ha avvertito la questura.

IL FETO IN FRIGO: CHOC ALLA BICOCCA

IL RETTORE: "RICERCHE MAI AUTORIZZATE" - Il rettore Marcello Fontanesi ha subito convocato una conferenza stampa chiarendo che "l'Università di Milano-Bicocca non conduce alcun tipo di ricerca che preveda l'utilizzo di feti umani e applica in modo integrale le leggi vigenti in tema di materiali biologici umani". Affiancato dalla professoressa Marialuisa Lavitrano, componente del Comitato etico dell'ateneo, il rettore ha parlato proprio di questo organismo che "vigila e approva le ricerche che implicano l'uso di materiale biologico". Poi ha annunciato la costituzione di una commissione di inchiesta interna per indagare sulla vicenda.

"IPOTESI SABOTAGGIO" - Sulla vicenda è intervenuto il professor Angelo Vescovi, docente associato di biologia applicata dell'Università Bicocca di Milano, e coordinatore del gruppo che si occupa di cellule staminali. "Potrebbe essere un sabotaggio contro le nostre ricerche sulla Sla", ha ipotizzato. "E' la prima cosa che mi viene in mente. Guarda caso a breve ci sarà il trapianto sull'ultimo paziente del primo gruppo di persone affette da Sla sottoposto alla sperimentazione". Secondo Vescovi, che effettua ricerche per la Casa sollievo di San Giovanni Rotondo e per il Centro europeo di ricerche su cellule staminali di Terni, il sabotaggio potrebbe essere opera di "gruppi estremisti ideologicamente orientati". Il professor Vescovi ha citato altri due episodi, sempre legati alla ricerca con l'utilizzo di cellule staminali, che sarebbero avvenuti negli scorsi anni all'interno della stessa Bicocca e all'ospedale San Raffaele, dove ignoti "hanno distrutto anni e anni di ricerche". (da MilanoToday)

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