Domenica, 19 Settembre 2021
Città Forlì-Cesena

Forlì, la figlia si suicida: rinvio a giudizio per i genitori

Avrebbero cresciuto la figlia tra vessazioni e in solitudine. "Senza di te la nostra sarebbe una vita perfetta" gli avrebbero detto. La vittima in tre anni uscì di casa tre volte e non vennero mai celebrati i funerali

"Ucciditi, così risolvi i tuoi e i nostri problemi". Una frase terribile, forse l'ultima che i genitori avrebbero rivolto alla loro figlia sedicenne prima che lei si gettasse dal tetto di un liceo classico di Forlì il 17 giugno 2014. Ora il pm ha chiesto il rinvio a giudizio visto che i due l'avrebbero cresciuta tra vessazioni e umiliazioni. La vittima in tre anni uscì di casa tre volte, le fu detto che "era una figlia non voluta" e non vennero nemmeno celebrati i funerali.

Le accuse sono pensanti: maltrattamenti e istigazione al suicidio. Secondo la ricostruzione i due isolarono la ragazza, la umiliarono, la fecero vivere in un clima di costante deprivazione affettiva e di solitudine, di "totale svalutazione della personalità", dimostrandole più volte che era una persona indegna di qualsiasi tipo di fiducia. 

Sempre secondo l'ipotesi padre e madre costrinsero la figlia  "a vivere di studio e in totale solitudine", e "le ricordavano continuamente che lei era la figlia non voluta". Senza di lei, la loro sarebbe stata una famiglia perfetta, le dicevano. In tre anni la ragazza sarebbe uscita non più di tre volte con gli amici: inoltre, non le consentivano di usare internet, non la portavano da nessuna parte per impedire che avesse rapporti sociali. La sottoponevano a punizioni e 'processi sommari'. Quando le fu negato un viaggio in Cina programmato ad agosto, la ragazza manifestò la volontà di uccidersi. Proposito che, secondo i pm, i genitori alimentarono, "sfidandola".

Sembra anche che i due adulti avrebbero proseguito nel disprezzo  "lasciandola nuda e senza vestiti in cella frigorifera per giorni, impedendo ad amici e parenti di visitarla presso la camera mortuaria". I funerali non vennero celebrati "disponendo che la salma venisse cremata senza alcuna visita e senza alcun sentimento di pietà per la defunta". (da ForlìToday

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