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Domenica, 22 Maggio 2022
Palermo

L'infermiera e i finti vaccini: "In 49 a rischio Covid"

I retroscena dell'arresto di Giorgia Camarda, che avrebbe gettato il medicinale al posto di inocularlo a pazienti che invece erano convinti di ricevere il medicinale. Cosa succede adesso

Ha lavorato soltanto due giorni all'hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo di Palermo, l'11 e il 18 dicembre dell'anno scorso, e si è occupata in tutto di 49 pazienti. Non ce ne sarebbero altri. Ed è un dato importante visto che, secondo la Procura, l'infermiera Giorgia Camarda, nuovamente arrestata stamattina per falso e peculato, avrebbe soltanto finto di fare l'iniezione e avrebbe quindi lasciato senza copertura vaccinale queste persone. Il commissario straordinario provinciale per l'emergenza Covid, Renato Costa, fa sapere che "stiamo già contattando tutti e avvieremo con loro uno studio approfondito sul loro stato immunologico per capire come procedere".

"Faremo uno studio accurato"

Secondo i primi accertamenti compiuti da Costa, la maggior parte dei pazienti che hanno avuto a che fare con l'infermiera avrebbero dovuto fare la seconda dose che, come ricostruito dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Felice De Benedittis, in realtà - a loro totale insaputa - non avrebbero mai ricevuto perché l'indagata avrebbe gettato il farmaco in una garza prima di inocularlo. Come spiega Costa "dovremo fare un approfondimento scientifico accurato per capire come procedere con questi pazienti, visto anche che la risposta immunitaria varia da persona a persona". E precisa: "Stiamo contattando tutti, potranno venire qui quando per loro sarà più comodo e faremo un prelievo. Con lo studio saremo in grado di stabilire se, come e quando vaccinarli". Massima disponibilità, dunque, come è accaduto durante tutte le fasi della pandemia e anche delle indagini della Digos, guidata da Giovanni Pampillonia. Allo stato, però, non è possibile escludere che qualcuno dei pazienti possa voler chiedere i danni, specie se - e si spera di no - per via dell'operato di Camarda qualcuno ha poi preso il Covid. Anche questo è un aspetto che alla Fiera si sta accertando.

Pazienti ignari: la corsa al sierologico dopo la convocazione dei pm

I poliziotti, grazie alle telecamere, hanno potuto ricostruire il comportamento di Camarda, che sarebbe stata solita far fare anche il segno della croce ai pazienti e canticchiare durante le (finte) vaccinazioni. Incrociando le immagini con la lista delle persone prenotate per ricevere il vaccino in quei giorni e con le foto custodite all'Anagrafe comunale e alla Motorizzazione, gli investigatori sono riusciti ad identificare 45 pazienti.  E che fossero all'oscuro dell'operazione dell'indagata emergerebbe non solo dalle loro dichiarazioni una volta convocati dai pm (tutti avrebbero affermato di aver fatto regolarmente il vaccino), ma anche da alcune intercettazioni in cui queste stesse persone avrebbero manifestato le loro perplessità e la loro sorpresa rispetto alle tesi degli inquirenti. Diversi di loro, poi, sarebbero corsi a fare un sierologico per capire se avessero o meno sviluppato gli anticorpi contro il Covid.

La confessione: "L'ho fatto per pagare l'università a mio figlio"

Se, con gli arresti di gennaio, si è ipotizzato anche un giro di soldi consistente per consentire di ottenere il green pass ma senza fare realmente il vaccino grazie alla complicità di infermieri infedeli in servizio alla Fiera (che è del tutto estranea ai fatti), in questo caso Camarda avrebbe agito per pura convinzione ideologica, senza che i pazienti scegliessero concretamente di non sottoporsi alla vaccinazione. Tra le persone identificate dalla Digos ci sono infatti diversi minorenni e anche anziani, che non avrebbero avuto quindi necessariamente bisogno del green pass.

La consulenza del medico legale: "Vaccini finti"

La Procura ha anche affidato una consulenza ad un medico legale, la professoressa Antonella Argo, che ha visionato le immagini riprese dalle telecamere e stabilito per esempio che le 12 vaccinazioni compiute da Camarda tra le 8.55 e le 10.57 del 18 dicembre scorso, sarebbero state fasulle: "Emerge che vi sono 12 individui, potenzialmente identificabili - scrive Argo - cui non viene somministrato il siero vaccinale; la tecnica in uso è sempre la medesima: l'infermiera, quando nessun altro è presente oltre alla persona da vaccinare, o distante da essa, procede al prelievo dal flacone, è già munita di garza rettangolare che tiene nella regione palmare della sua mano sinistra, mentre con la mano destra tiene la siringa; lo stantuffo della siringa procede verso il basso, l'azione di riversamento sulla garza è chiaramente percettibile, quindi, dopo circa 2-3 secondi, si avvicina alla persona e procede all'iniezione sul deltoide dell'interessato/a".

Il gip: "Effetti devastanti sulla salute pubblica"

Il gip Donata Di Sarno - che ha disposto il sequestro dei green pass sulla piattaforma nazionale dei pazienti trattati da Camarda - rimarca nell'ordinanza la gravità del comportamento dell'infermiera che avrebbe "consentito a soggetti non coperti dalla somministrazione del vaccino di svolgere tutte le attività subordinate al possesso della certificazione verde e, quindi, possono aumentare il rischio di diffusione della pandemia con effetti devastanti sulla salute pubblica, con particolare riguardo a soggetti fragili o immunodepressi.

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