Domenica, 9 Maggio 2021
Verona

Picchiata per un’ora dall’ex: era riuscito a farsi aprire con un complice vestito da postino

La donna aveva trovato rifugio in casa di amici, ma l’aggressore è risalito al suo nuovo indirizzo e si è presentato lì, riuscendo ad entrare con uno stratagemma

Con l’aiuto di un complice vestito da postino, un uomo è riuscito a introdursi nella casa dove la propria ex aveva trovato rifugio dalle sue violenze e l’ha picchiata brutalmente per un’ora. Il caso a Verona, dove la polizia ha arrestato l’aggressore e il complice. 

La giovane vittima era stata costretta a cambiare casa proprio per sottrarsi ai maltrattamenti e alle continue vessazioni messe in atto dall’ex compagno. Aveva trovato rifugio da amici, nel veronese, e pensava di essere finalmente al sicuro da quell’uomo che nell’ultimo anno aveva usato violenza contro di lei più volte. L’uomo però è riuscito a scoprire il suo nuovo indirizzo e martedì si è presentato lì, escogitando uno stratagemma per riuscire a introdursi all’interno. 

Un'ora in balia dell'ex violento

Quando la donna si è resa conto della trappola, ha provato a fuggire, cercando rifugio all’interno di un letto contenitore, ma l’uomo l’ha raggiunta, mentre il complice vestito da postino tratteneva con la forza la sua amica. Chiusosi a chiave in camera con lei, l'aggressore ha iniziato a inferire sull’ex compagna per circa un’ora, per poi fuggire con il complice, dopo aver preso i cellulari della donna. 

La giovane è stata trasportata all’ospedale di Borgo Trento, dal quale è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni per un trauma facciale con frattura dentale. La polizia, intervenuta sul posto, ha raccolto la sua denuncia e gli agenti sono risaliti all’aggressore, che è stato intercettato insieme al complice in Stradone Santa Lucia a Verona. Entrambi sono finiti in manette e si trovano nel carcere di Montorio in attesa della convalida. 

"Non basta la legge, contro le violenze serve anche una rivoluzione culturale"

“Si tratta dell’ultima testimonianza di violenza di genere raccolta dalla Polizia di Stato, da anni in prima linea per osteggiare questo crimine odioso che affonda le proprie radici nella discriminazione, che è frutto di retaggi culturali completamente superati, di stereotipi e pregiudizi”, commenta la dottoressa Vanessa Pellegrino, Dirigente delle Volanti della Questura di Verona. Sebbene più di un anno fa sia entrato in vigore il cosiddetto “Codice rosso”, la normativa specifica che oltre ad aver introdotto nuove fattispecie delittuose ha perfezionato i meccanismi già esistenti di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere, “ancora è lunga la strada da percorrere”. 

“L’innovazione giuridica deve essere necessariamente affiancata da una rivoluzione culturale: non basta applicare la legge, ma è necessario assicurare alla donna l’accoglienza, le informazioni e il sostegno necessari a sfuggire dalla condizione di soggezione emotiva e di isolamento psicologico che sta vivendo”, dice la dottoressa Pellegrino. “Questo è l’obiettivo che la Polizia di Sato si prefigge proponendo, ormai da 5 anni, la propria campagna di sensibilizzazione ‘Questo non è amore’; in tal modo, oltre ad intervenire a reato consumato per favorire l’emersione delle situazioni di violenza, si tenta di agire preventivamente, attraverso un’incisiva e capillare opera di supporto e sensibilizzazione”. 

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