Lunedì, 25 Gennaio 2021
Bologna

Focolaio in una struttura per disabili: positivi quasi tutti gli ospiti e 19 operatori

La situazione nella struttura Casa Rodari di Bologna, che ospita una ventina di adulti tra i 18 e i 64 anni con disabilità grave e medio grave

foto di repertorio Ansa

C’è un importante focolaio di coronavirus all’interno di una struttura residenziale per disabili adulti a Bologna. Diciotto ospiti su 19 totali sono risultati positivi al coronavirus, insieme a 19 dei 38 operatori che vi lavorano. Il centro “Casa Rodari” di via Fossolo fa capo dalla cooperativa sociale Cadiai e accoglie una ventina di persone, adulti tra i 18 e i 64 anni, con disabilità grave e medio grave residenti a Bologna.

"37 positivi a Casa Rodari"

I numeri sono stati confermati dall’azienda sanitaria locale e già da ieri una task force distrettuale di Ausl sta fornendo supporto logistico alla struttura, oltre alle informazioni necessarie per affrontare la situazione. La cooperativa Cadiai, che gestisce il centro accreditato con la Regione, conferma che al momento le persone positive all’interno di Casa Rodari sono 37. Lunedì 16 novembre, "sono state scoperte le prime due positività - ha riferito il gestore, come riporta l'agenzia Dire - e dopo i tamponi di controllo la situazione è complessivamente di 18 utenti e 19 operatori positivi". Gli ospiti contagiati, spiega Cadiai, sono al momento in isolamento e sono tutti "asintomatici o paucisintomatici", mentre gli operatori "sono tutti asintomatici".

La cooperativa assicura che “sta facendo tutte le verifiche interne per assicurarsi che le procedure e i protocolli concordati con l'Ausl siano stati applicati correttamente. E finora risulta cosi'". Casa Rodari, ci tiene a ricordare la cooperativa, “è un servizio storico della città di Bologna, che nasce con la de-istituzionalizzazione dei manicomi ormai una trentina di anni fa, proprio con l'intento di essere un servizio aperto al territorio e di vita comunitaria per i propri ospiti". Si parla di persone "con gravi e gravissime patologie, prevalentemente cognitive, che portano chi ne soffre ad aver comportamenti che non consentono l'isolamento e il distanziamento fisico”.

La cooperativa informa inoltre che dal 13 ottobre scorso sono state sospese le visite dei familiari. A Casa Rodari ci sono 19 ospiti e vi lavorano 38 operatori, che hanno a disposizione "tutti i dispositivi di protezione necessari per il contenimento della pandemia”, dice Cadiai, ricordando però che "non tutti gli utenti, per via della loro disabilità che li fa rientrare tra le categorie esonerate dall'uso della mascherina, sono in grado di utilizzarli”. 

"In quarantena i 19 operatori positivi, si cerca chi possa sostituirli" 

La Dire riporta che tutti i 19 operatori di Casa Rodari positivi al coronavirus sono in quarantena e si sta cercando chi possa sostituirli. La cooperativa fa sapere di essere al lavoro con l’Ausl di Bologna per “capire come mantenere la continuità del servizio”, cercando di “riorganizzare” il tutto in modo da scongiurare la chiusura temporanea della struttura, valutata come extrema ratio. Sia Cadiai sia l'Ausl hanno replicato al sindacato di base Sgb, che accusava la cooperativa e l'azienda sanitaria di aver mantenuto al lavoro gli operatori positivi asintomatici. L'Ausl fa sapere di "non aver mai dato indicazioni" di questo tipo, mentre la cooperativa sottolinea che alcuni operatori hanno ricevuto l'esito del tampone oggi mentre erano in servizio e sono stati subito mandati a casa. Questo "può aver ingenerato un po' di confusione". 

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