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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Città Palermo

Fondi europei al figlio del boss: truffa da 230mila euro

L'uomo aveva ottenuto la grossa cifra per tre appezzamenti di terreno sottoposti a confisca per reati di stampo mafioso attribuiti al padre, Giuseppe Spera, fratello del noto capomafia Benedetto

PALERMO - Il figlio di un boss mafioso ha ottenuto fondi comunitari per 230mila euro per alcuni terreni agricoli che non erano più nelle sue disponibilità. E' successo in provincia di Palermo.

La guardia di finanza di Bagheria ha sequestrato parte del patrimonio a un uomo di Belmonte Mezzagno (Palermo) che era riuscito ad ottenere illecitamente, nel periodo compreso tra gli anni 2004-2009, contributi comunitari per un importo totale di circa 230mila euro materialmente erogati dall'Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura), per promuovere lo sviluppo di iniziative di impresa e piccole realtà aziendali, direttamente connesse all'agricoltura ed all'allevamento.

TERRENI CONFISCATI - Requisito fondamentale per l'ottenimento del contributo è la libera disponibilità del terreno che, quindi, non può in alcun modo essere soggetto a vincoli di disponibilità, di qualsiasi natura. Al contrario, gli accertamenti svolti dalla fiamme gialle sui documenti acquisiti hanno appurato che gran parte dei terreni per i quali il belmontese aveva richiesto ed ottenuto il cospicuo sussidio economico, non era più nella sua libera disponibilità, considerato che nel 1997, gli stessi appezzamenti di terreno erano stati sottoposti a confisca per reati di stampo mafioso ascritti al padre, Giuseppe Spera, fratello del noto capomafia di Belmonte Mezzagno Benedetto Spera, condannato per associazione mafiosa, catturato nel 2005 e deceduto due anni più tardi.

Tuttavia, grazie a fittizi contratti di comodato stipulati con la complicità di un altro uomo, regolarmente registrati, era riuscito a nascondere la disponibilità dei terreni, non comparendo direttamente nella richiesta del contributo ed ottenendo, illecitamente, il finanziamento dell'Agea.

Per questa motivazione le fiamme gialle, dopo la denuncia del belmontese alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per truffa aggravata per conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico, falsità in scrittura privata, nonchè del complice per il reato di falso in scrittura privata, hanno proceduto, in esecuzione di provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, al sequestro di 3 terreni nell'esclusiva disponibilità del responsabile della frode, al fine di garantire il concreto recupero delle somme illecitamente percepite. (da PalermoToday)

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