Formaggio con latte contaminato, cento persone indagate

Sarebbero tre i caseifici bresciani in qualche modo coinvolti nell'inchiesta sul latte contaminato. In tutto sono cento le persone indagate dopo le ben trecento analisi risultate fuorilegge e oltre settemila forme di formaggio sequestrate

Foto di repertorio

BRESCIA - Sono cinque i caseifici bresciani a cui sarebbero state sequestrate delle forme di formaggio probabilmente contaminate da aflatossine. Di questi, però, solamente tre risulterebbero effettivamente indagati a margine dell'inchiesta sulla Procura di Brescia sul latte contaminato, in cui tra allevatori, produttori e distributori si conterebbero comunque un centinaio di persone indagate. 

SEQUESTRI NEI CASEIFICI - Nel dettaglio, come riporta Brescia Today, nelle ultime settimane sono state sequestrate più di settemila forme di formaggio. Queste le aziende coinvolte: ben 4mila forme di formaggio sono state sequestrate alla Cabre di Verolanuova; stessa sorte, ma non è stato comunicato il numero delle forme sequestrate, per la Solat di Leno, il caseificio San Vitale di Seniga, il Giardino di Orzivecchi e la Gardalatte di Lonato. Le ultime due però non rientrerebbero nel “girone” dell'inchiesta.

LATTE CONTAMINATO - Nei casi di Giardino e Gardalatte non ci sarebbero avvisi di garanzia: la colpa sarebbe attribuibile ad un singolo socio conferitore, che avrebbe consegnato latte fuorilegge non comunicandolo ai caseifici inconsapevoli, ma mescolandolo al latte sano. In altri casi le responsabilità sarebbero più complesse: le aflatossine sono micotossine prodotte da funghi e muffe, altamente tossiche e addirittura considerate tra le sostanza più pericolose del pianeta. In condizioni ambientali favorevoli le spore colonizzano grano e mais. La contaminazione registrata anche in terra bresciana si sarebbe riscontrata in oltre 300 analisi diverse, dove le aflatossine sarebbero state presenti oltre i 50 nanogrammi al litro.

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Chi l’ha comprato - scrive il Corriere della Sera - l’ha pagato anche solo 8 centesimi al litro. Per mesi i carabinieri del Nas hanno passato a setaccio decine di piccoli allevamenti e caseifici, che con il latte contaminato hanno prodotto migliaia di forme di formaggio in attesa del marchio Grana padano, provole, ma anche mozzarelle e ricotte. 

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