Lunedì, 14 Giugno 2021
Città Cuneo

Foto di prof e compagni sui social con ritocchi e insulti, lezioni sospese per 251 studenti di una scuola media

Il caso in provincia di Cuneo, dopo la scoperta di immagini scattate di nascosto e condivise online dopo essere state modificate a "scopi denigratori e accompagnate da parolacce, insulti, allusioni sessuali”. Una giornata in classe per riflettere sull’accaduto

Foto di repertorio Pixabay

Una giornata senza lezioni ma per imparare una lezione, su diritti e responsabilità. In una scuola della provincia di Cuneo, a Caraglio, il collegio dei docenti ha deciso di sospendere per un giorno le lezioni per 251 studenti delle medie, dopo la scoperta di foto scattate di nascosto con i cellulari a compagni di classe e insegnanti, successivamente modificate e pubblicate sui social con "scopi denigratori e accompagnate da parolacce, insulti, allusioni sessuali", come ha spiegato la dirigente scolastica, la professoressa Raffaella Curetti della 'Riberi' di Caraglio.

Un provvedimento esemplare, per far riflettere i ragazzi (ma anche le loro famiglie) sulle proprie responsabilità e per ragionare insieme su quanto è accaduto, tra educazione civile e utilizzo consapevole e responsabile dei social. La professoressa Curetti ha chiamato in causa infatti non solo i ragazzi, tra chi ha ammesso le proprie colpe, chi ha negato e chi invece pur sapendo non ha fatto niente per denunciare l’accaduto, ma anche i loro genitori. Trattandosi di ragazzi delle scuole medie e quindi quasi tutti al di sotto dei 16 anni, per iscriversi ai social network per loro è necessario il consenso dei genitori, che quindi, come sottolineato dalla preside, hanno la piena responsabilità di quello che vi accade e non è escluso che le vittime, cioè gli insegnanti e gli allievi (tramite i loro genitori) non decidano di tutelarsi in altre sedi. 

Foto di nascosto a prof e compagni, parla la preside

La decisione del collegio docenti è stata presa "per dare un messaggio chiaro e netto contro comportamenti che non possono essere tollerati, soprattutto in una comunità improntata sulla formazione dei ragazzi", ha detto la preside, che ha poi spiegato il senso di quanto deciso di una lettera inviata alle famiglie. "I recenti episodi accaduti a scuola hanno reso ancora più difficile la conclusione di quest'anno scolastico già così faticoso: casualmente è stata scoperta un'intensa attività di immagini scattate durante la didattica a distanza o a scuola, di nascosto", ha affermato la professoressa Curetti, aggiungendo: "Alcuni alunni hanno ammesso le loro responsabilità, i più hanno negato. Moltissimi hanno riconosciuto di aver visto queste immagini, chi sul proprio telefonino, chi su quello di compagni e amici. Amareggia che nessuno abbia ritenuto di fermare questa catena, segnalando la cosa ai genitori o agli insegnanti".

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