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Lunedì, 6 Febbraio 2023
Città Roma

Uccise la compagna, pena dimezzata: "Era incapace di intendere"

Omicidio Michela Di Pompeo a Roma: Francesco Carrieri, secondo la corte, al momento dell’omicidio "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità di intendere e di volere"

Sedici anni di carcere e tre anni in una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, in acronimo Rems. E' la condanna in appello per Francesco Carrieri, ex direttore di banca, inflitta dai giudici della prima corte di Assise di Roma per l’omicidio della sua compagna, Michela Di Pompeo, professoressa 47enne della Deutsche Schule. La donna era stata uccisa con un peso da palestra in un appartamento in via del Babuino.

Omicidio Michela Di Pompeo: pena dimezzata per Francesco Carrieri

In primo grado, nell'ottobre 2018, Carrieri era stato condannato a trent'anni di carcere per omicidio volontario aggravato, dopo il processo con il rito abbreviato. Questa volta è stata riconosciuta la seminfermità mentale. Francesco Carrieri, secondo la corte, al momento dell’omicidio "versava in condizioni tali da almeno grandemente scemare la capacità di intendere e di volere". Per questo motivo, in seguito alla perizia collegiale, i giudici hanno dimezzato la pena all'uomo.

Francesco Carrieri, 55enne ex direttore di banca romano, il primo maggio 2017 uccise la compagna Michela Di Pompeo, insegnante della prestigiosa Deutsche Schule, nella sua abitazione di via del Babuino, nel centro storico di Roma. Al culmine di una lite colpì la compagna con un peso da palestra uccidendola sul colpo. Fu lo stesso Carrieri, dopo l'arresto, ad ammettere la sua responsabilità.

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