Sabato, 24 Luglio 2021
Città Torino

Gamba amputata dopo un banale incidente, risarcimento da 700mila euro: "Ma la ferita rimane"

La decisione del giudice nei confronti dell’azienda ospedaliera Città della Salute di Torino. “Prima giocavo a basket, facevo snowboard, trekking, ora l'alta montagna rimane un sogno e se devo uscire preferisco sapere prima dove devo andare e quale percorso è previsto”, ha detto il giovane

In ospedale per una lussazione al ginocchio dopo una caduta mentre faceva parkour, un ragazzo di 29 anni si è visto amputare l’arto dal ginocchio in giù dopo 80 giorni di ricovero per cure ospedaliere ritenute evidentemente sbagliate dalla giudice civile, che ha stabilito per lui e la sua famiglia un risarcimento di oltre 700mila euro. 

I fatti risalgono al maggio 2015, a Torino. Secondo quanto disposto dal giudice, l'azienda ospedaliera Città della Salute di Torino dovrà pagare oltre 700mila euro di risarcimento al 29enne e ai familiari che con lui hanno vissuto grandi momenti di sofferenza. Per la vicenda che lo ha costretto complessivamente a 140 giorni di ospedale, erano stati indagati, in sede penale con l'accusa di concorso in lesioni colpose gravissime, 68 medici la cui posizione è stata archiviata. A seguire il ragazzo nella causa civile i legali Renato Ambrosio, Fabiana Raimondi e Gaetano Catalano

"Un ottimo risultato - è stato il commento del giovane riferendosi al risarcimento - anche se non può sopperire al danno subito. Prima giocavo a basket, facevo snowboard, trekking, ora l'alta montagna rimane un sogno e se devo uscire preferisco sapere prima dove devo andare e quale percorso è previsto. Ora con il risarcimento la prima cosa che farò, consulterò tecnici ortopedici di alto livello per vedere se è possibile migliorare la mia attuale protesi".

Nella sentenza, il giudice oltre ad aver riconosciuto il danno biologico e morale al giovane sulla base di una invalidità permanente del 40%, ha riconosciuto il danno anche ai familiari. In particolare il giudice, facendo proprie le parole dei legali, nella sentenza ha sottolineato: "La perdita di un parente comporta una grave e profonda ferita che con gli anni è destinata a rimarginarsi lasciando una vasta cicatrice, la lesione del rapporto parentale per le gravi menomazioni di un congiunto, invece, si sostanziano in una ferita a volte meno grave e profonda, ma destinata a rimanere sempre aperta e che potrebbe essere per questo foriera di una sofferenza analoghe".

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