Giovedì, 5 Agosto 2021
Città Genova

Genova, cedono le dighe a causa della pioggia: il petrolio verso il mare

I temporali tanto temuti hanno ingrossato il greto del fiume Polcevera, che ha travolto gli argini di ghiaia sistemati per impedire la corsa dell'onda nera verso la foce

Immagine dal video di Primo Canale

GENOVA - La pioggia tanto temuta è arrivata, e pur in quantità non eccessiva è riuscita ad aggravare ulteriormente la situazione in val Polcevera, dove da domenica sera si lotta per tamponare il disastro ambientale provocato dalla rottura di una tubatura dell’oleodotto Iplom: le piogge sono andate a ingrossare il greto del Polcevera, praticamente secco sino a ieri, e gli argini di due delle dighe di ghiaia sistemate alla foce del fiume per impedire che il petrolio arrivasse in mare hanno ceduto lasciando passare il greggio. Rimangono le barriere galleggianti, che dovrebbero riuscire a contenere il greggio, sempre che le condizioni meteo non peggiorino.

LA CRONACA SU GENOVA TODAY - Le dighe sifonate erano state soltanto uno dei rimedi adottati in vista del weekend di maltempo e dell’allerta gialla diramata per queste ore. E mentre proseguono i lavori di bonifica d’emergenza, ostacolati dalla quantità di acqua che si è riversata nel Polcevera, la Capitaneria di Porto continua a monitorare la situazione in mare, dove ieri hanno individuato al largo un fronte di 3 miglia di chiazze iridescenti, per un totale di circa 50 metri cubi di petrolio, in movimento verso Ponente, e altre quattro chiazze più vicine alla costa all'altezza di Pegli.

AGGIORNAMENTI - Alla foce del Polcevera e davanti al porto di Genova per contenere le chiazze oleose sono in azione rimorchiatori anti inquinanti e battelli con panne assorbenti, mentre sono arrivati da Livorno e Civitavecchia i battelli speciali inviati dal ministero dell'Ambiente. Dopo la rottura, a causa della pioggia, di una delle dighe create sul torrente Polcevera, proseguono senza sosta le operazioni di contenimento e bonifica dello sversamento di petrolio nel torrente, avvenuto a seguito della rottura dell'oleodotto della Iplom, domenica scorsa. Mentre l'argine è stato ricostruito, continua l'azione dei mezzi navali anti inquinamento.

EMERGENZA IN CORSO - Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza locale fatta dall'ammiraglio Giovanni Pettorino, comandante del porto di Genova, tutti i mezzi sono stati messi a disposizione dal ministero dell'ambiente, attraverso la propria ditta convenzionata Castalia, e sono dotati di attrezzature di contenimento e recupero di tipo oceanico, anche se "le chiazze in gran parte iridescenti, solo a tratti presentano concentrazioni di sostanza oleosa più consistente". Ma riguardo al rischio rappresentato dalle chiazze oleose rilevate, la stessa capitaneria rassicura: l'Emsa, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, conferma che si tratta per la maggior parte di iridescenza con basso livello di allerta (alert "green") e che non dà luogo a particolari situazioni di criticità, "no oilspill warning".
 

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