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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca / Torino

"Ho perso tutto alle slot per curare una malattia che non avevo"

Dopo che gli è stato diagnosticato il Parkinson, l'uomo ha cominciato a curarsi con un farmaco che potrebbe avergli causato il vizio del gioco. Quattro anni dopo, la scoperta: non era malato

TORINO - Una diagnosi sbagliata, l'inizio delle cure e il vizio del gioco. C'è un sottile filo rosso, ne è convinto l'uomo, a collegare le tappe che hanno portato Gianluca Marchetti, 74enne di Torino, a perdere tutti i suoi soldi alle slot machines. 

Tutto comincia nel 2005 quando il 74enne farmacista scopre di essere malato di Parkinson. La sua vita cambia completamente: in tre anni gioca e "butta" nei casinò quasi 600mila euro. "Ero sempre euforico - racconta - e pur di scommettere avevo smesso anche di mangiare e dormire". Ma cosa stava succedendo?

Nel 2008, dopo un servizio al Tg dedicato alla dipendenza dal gioco causato da alcuni farmaci, a Marchetti viene un dubbio: e se il suo cambiamento di comportamento dipendesse dai medicinali che assume? Così fa causa all'azienda farmaceutica: la beffa è dietro l'angolo. 

"La casa farmaceutica non si è detta disponibile ad una trattativa perché nessun medico aveva ricollegato il vizio del gioco all'assunzione del farmaco" spiega il legale del 74enne. Poco importa che Guariniello, pg di Torino, abbia aperto un'inchiesta sul Mirapexin, il farmaco assunto da Marchetti, perché sospettato di causare dipendenza dal gioco d'azzardo. Per l'azienda questa possibilità non esiste. 

Ma non è finita, anzi. Dopo il no della casa farmaceutica, gli avvocati fanno causa all'Asl ed è qui che il farmacista scopre l'impensabile: non è malato. Non ha mai avuto il morbo di Parkinson e si è curato inutilmente. Anche qui, però, nessun colpevole: la Procura decide che si tratta di un "errore diagnostico possibile". 

Dopo avere "bruciato" ogni suo bene, oggi Marchetti vive con 546 euro al mese e chiede solo giustizia: "Voglio essere risarcito". (da TorinoToday)

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