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Sabato, 24 Febbraio 2024
Perugia

Si spara con la pistola del padre: morto bimbo di tre anni

Il punto sulla terribile tragedia che ha sconvolto una famiglia di Montecchio a Giano dell'Umbria, Perugia. La ricostruzione raccolta dai carabinieri. E un dubbio atroce: perchè l'arma aveva il colpo in canna?

I capelli biondi, ricci e angelici, li aveva "ereditati" dalla mamma tedesca. La vivacità invece era tipica dei bambini che hanno grandi spazi per correre in mezza la natura della bellissima campagna di Giano dell'Umbria (PERUGIA).

Un colpo di pistola, la morte immediata. E il dramma si abbatte su tutta la comunità di questo paesino di nemmeno 4mila abitanti.

Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri di Spoleto, tutta colpa di un tragico incidente mentre maneggiava una pistola regolarmente registrata che era di proprietà del padre; una guardia giurata originario di Terni.

Un incidente, confermato anche dalle testimonianze del padre e della madre (sconvolti), che ora dovrà essere anche controprovato: prima l'autopsia, poi il confronto con il racconto dei genitori. In quella casa c'erano anche le due sorelline - di 4 e 8 anni - della povera vittima.

LA RICOSTRUZIONE. La Guardia Giurata - intorno alle 19-19,30 - aveva tolto da una cassetta "segreta" l'arma di ordinanza, preparando anche la divisa e tutto l'occorrente per svolgere il suo lavoro. Il tutto all'interno di un piccolo stanzino al secondo piano della casa di campagna nella frazione di Montecchio di Giano dell'Umbria.

Poi, per motivi ancora da confermare, si è recato al piano di sotto dove la famiglia si apprestava a consumare la cena. Ma mentre l'uomo scendeva, il piccolo saliva le scale per andare al bagno.

Tutto normale. Tutto come sempre. Ma la pistola era lì in quello stanzino maledetto con la luce accesa che ha attirato la curiosità della vittima. E' entrato - secondo il racconto dei genitori - ha visto l'arma e come se fosse un giocattolo come tanti ha incominciato a toccarla, impugnarla.

Il colpo sarebbe partito accidentalmente - ma il tutto dovrà essere verificato con le analisi effettuate dai militari di Spoleto non si può ancora escludere che il colpo sia partito da altri verso il bambino - ed ha colpito il bambino al volto.

I genitori immediatamente sono saliti al piano superiore ma non c'era niente da fare.

 L'ARMA. La pistola posta sotto sequestro dai Carabinieri è una calibro 7.65; si tratta di una delle armi "corte" tra le più diffuse e vendute sul mercato delle semi-automatiche. Secondo gli esperti, tra le caratteristiche ci sarebbe anche quella della grande sensibilità del grilletto. Resta però da capire come mai, una guardia giurata, avesse il colpo in canna prima ancora di una fase di controllo di un'area o di una attività.

 AGGIORNAMENTO: INDAGATO IL PADRE.

Continuano gli accertamenti e le indagini dei carabinieri di Spoleto e Giano dell'Umbria, coordinati dal capitano Fabio Rufino. Il piccolo, secondo la ricostruzione dei militari, stava maneggiando la pistola del padre, una guardia giurata ed un colpo sarebbe partito accidentalmente, provocandone la morte. Purtroppo sono stati inutili i soccorsi del personale sanitario che disperatamente hanno provato a rianimare il piccolo senza successo.

Dunque, prende sempre più corpo l'ipotesi di una dinamica accidentale e la versione ufficiale punta sul fatto che il bimbo si sia sparato da solo e le testimonianze della famiglia, figli compresi di 4 e 8 anni, confermano questo punto. A dare la certezza di quanto appurato dagli inquirenti, saranno i nuovi esami scientifici sui membri della famiglia: la prova dello stub, un esame, svolto dalla sezione investigativa di Perugia e i cui risultati saranno elaborati dai Ris di Roma, che punta a riconoscere con un semplice tampone se qualcuno abbia avuto contatto con la polvere da sparo.

Nel frattempo, il padre, come da procedura è stato denunciato per omessa custodia dell'arma e già per lunedì è stata disposta l'autopsia sul corpo del bambino. Sul fatto indaga la dottoressa Pucci della Procura di Spoleto. Da confermare, attraverso l'esame autoptico, anche l'ipotesi che il piccolo avesse poggiato l'arma in bocca, come fa ogni bambino con un qualsiasi oggetto, il che giustificherebbe la presenza del solo foro d'uscita del proiettile dalla testa.

Elemento portato all'attenzione dalla prima ispezione del medico sul corpo nei momenti successivi alla tragedia. L'unico elemento, secondo gli inquirenti, che si potrebbe escludere è che la pistola abbia sparato da sola dopo essere caduta a terra. Il bimbo era pratico di armi giocattolo e potrebbe aver "scarrellato" e premuto il grilletto facendo partire il colpo. (da Perugia Today)

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