Giovedì, 25 Febbraio 2021
Padova

Giuseppe Basso non ce l'ha fatta: il Covid si porta via il medico dei bambini

Considerato un luminare in Italia nella cura dei tumori pediatrici il professore si è spento dopo un mese di ricovero in terapia intensiva

Il professor Giuseppe Basso

È morto stroncato dal Covid il dottor Giuseppe Basso, 73 anni, ex direttore della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova e da sempre considerato un luminare in Italia nella cura dei tumori pediatrici. Da circa un mese il professore si trovava, intubato, nel reparto di terapia intensiva. Sposato e con un figlio di sette anni, Basso era un medico molto amato e noto che aveva aiutato molti bambini a guarire dal cancro. Quella della morte del professor Basso è una brutta notizia che ha scosso tutta Padova.

Un dolore che investe tanti suoi ex pazienti e le loro famiglie come anche il mondo scientifico e accademico. Parole toccati ha usato il Rettore, Rosario Rizzuto: “Covid-19 ha portato via oggi Beppe Basso, per molti anni pediatra oncologo del nostro Ateneo – ricorda il Rettore dell’Università di Padova – Scienziato di valore e medico appassionato, il professor Basso con competenza e determinazione ha applicato i progressi della scienza alla cura dei giovanissimi pazienti, che nei momenti difficili della malattia in lui hanno trovato le terapie più efficaci ed un sorriso amico. Intelligente, critico, ironico, mai banale, di lui ricordo tante discussioni accese, animate dalla comune passione per la scienza e da una profonda stima reciproca. Mancherà a tutti noi. A nome di tutto l’Ateneo esprimo ai familiari il dolore e l’affetto della nostra comunità”. 

Giuseppe Basso, il sindado di Padova: "Anche in pensione si batteva per aiutare i bambini"

Anche il sindaco di Padova, Sergio Giordani, ha voluto ricordare il camice bianco scomparso: “Sono profondamente addolorato per la morte del professor Giuseppe Basso - ha dichiarato Giordani - che ho conosciuto e apprezzato non solo per le sue indiscutibili qualità professionali, ma anche per la sua umanità ed empatia che, giustamente, lo hanno reso uno dei medici più amati di tutta la Regione. Sia pure in pensione, continuava a battersi per aiutare i ‘suoi’ bambini e ragazzi, ricoverati nella Clinica di Oncoematologia Pediatrica, della quale è stato a lungo direttore. E non possiamo dimenticare il suo impegno come presidente dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza. Una vita dedicata alla cura e al sostegno dei pazienti più piccoli e fragili che non doveva finire così presto. Ho sperato, come tutti qui a Padova, che riuscisse a superare questa durissima malattia e mi tenevo costantemente informato sulle sue condizioni. Purtroppo questa mattina mi ha raggiunto questa bruttissima notizia. Rivolgo ai suoi familiari un sincero pensiero di vicinanza a nome mio e di tutta la città. Grazie per quanto ha fatto, e per l’uomo e medico che è stato”.

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