Sabato, 18 Settembre 2021
Milano

"Non sei vaccinato? Fottiti". Il ristoratore toglie il cartello e si scusa. Valanga social contro di lui

Dal 6 agosto per mangiare al chiuso in un ristorante sarà necessario il green pass. Ma fa discutere il cartello appeso fuori da un ristorante di Porta Ticinese a Milano.

Ha dovuto togliere quel cartello provocatorio il titolare del ristorante Il Tasca di corso di Porta Ticinese. Recitava, il cartello: "Covid freeSei vaccinato? Prego... Puoi entrare. Non lo sei? Fottiti". Alla lettera risponde esattamente alla disciplina del Green Pass dal 6 agosto in avanti, quando occorrerà essere vaccinati o avere un tampone recente negativo per pranzare o cenare al chiuso. 

Tuttavia le polemiche si sono subito scatenate contro il titolare del ristorante, il cinquantenne Erwan Maze, alsaziano di Colmar trapiantato a Milano, accusato sui social di nazismo. Alla fine Maze ha deciso di togliere il cartello pur rimanendo dell'idea che, per tornare ad una vita normale, si deve necessariamente passare per la vaccinazione di massa. Il suo obiettivo, da quanto dichiara, era semplicemente quello di contribuire alla sensibilizzazione. 

Dopo il putiferio, Maze ha scritto su Facebook un post di scuse "per aver sollevato tutto questo odio" e ha aggiunto che "il messaggio del cartello voleva essere una piccola provocazione verso una situazione che a tutti noi sta portando all'esasperazione". Ha proseguito scrivendo che "non mi sarei mai permesso di sostituirmi a nessuna autorità né tantomeno mai mi sarei sognato di controllare le persone all'ingresso del mio locale". Ha concluso affermando di rispettare "le idee di tutti". Basterà a calmare gli animi di chi voleva lanciare la campagna di boicottaggio?

Il green pass per il ristorante

Bene ricordare che il decreto varato la scorsa settimana imponeva l'obbligo di green pass per accedere a tutte le attività al chiuso (ristoranti, palestre e piscine, cinema e teatri, oltre che a stadi e concerti, sagre, eventi e convegni) anche in zona bianca dal prossimo 6 agosto. Pertanto tra una settimana la certificazione vaccinale sarà obbligatoria - ad oggi - per accedere ad alcuni luoghi ed eventi:

  • ristoranti al chiuso;
  • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
  • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
  • Piscine e palestre, ma anche in centri per sport di squadra (campi calcio, calcetto, paddle ecc)
  • Centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive
  • Sagre e fiere, convegni e congressi;
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento;
  • Sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
  • Concorsi pubblici
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione.

Una nuova stretta in vista del rientro dalle località di villeggiatura e della ripresa delle attività scolastiche e lavorative. Il primo passo sarà quello di inserire l'obbligo di green passa per i trasporti di lunga percorrenza. Poi verrà il momento in cui il Governo dovrà decidere se estendere l'obbligo vaccinale (ora previsto solo per i lavoratori del comparto sanità) anche al personale scolastico in vista della riapertura delle scuole a settembre. Più difficile estendere l'obbligo di green pass ai lavoratori del settore privato anche se fa scuola il caso dei lavoratori dei servizi di ristorazione che ad oggi sarebbero esentati dal green pass al contrario dei clienti che dal 6 agosto vorranno entrare in un ristorante. 

Il vaccino obbligatorio per lavorare? Le conseguenze per chi rifiuta il green pass

Fa discutere il caso di Sterilgarda, azienda alimentare di Castiglione delle Stiviere, nel Mantovano, che in una lettera inviata ai dipendenti preannunciava che "ai dipendenti che dal mese di settembre 2021 risulteranno privi di green pass potranno essere attribuite mansioni diverse da quelle normalmente esercitate e tali da escludere rischi di contagio per contatti con altri dipendenti" e che potevano incorrere nella "sospensione della retribuzione". Senza stipendio quindi, ma non licenziati, come spiega successivamente l’impresa in una nota successiva. Anche perché va ribadito che la possibilità ventilata anche da Confindustria di licenziamento per chi non si vaccina necessita di una legge. Ora sarà il governo a scegliere anche alla luce di una recente ordinanza del giudice civile Emilia Salvatore del tribunale di Modena che aveva rigettato il ricorso presentato da due fisioterapiste di una Rsa sospese dall'azienda dopo aver rifiutato il vaccino. 

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