Domenica, 28 Febbraio 2021
Milano

Igor, morto a 14 anni per un "gioco" trovato su Youtube: indagato l'autore del video

Si tratta di un 24enne di origine indiana che, stando alle indagini, avrebbe pubblicato il video

Igor Maj è il ragazzino di 14 anni trovato morto nella sua casa in zona Viale Corsica, lo scorso 6 settembre a Milano. Il giovanissimo, ex campione regionale di arrampicata, era stato trovato senza vita nella sua stanza con una corda legata al collo e appesa al suo letto a castello. Nell'inchiesta per istigazione al suicidio ora c'è un indagato, come atto dovuto. Si tratta di un 24enne di origine indiana che, stando alle indagini della polizia postale coordinate dal pm Cristian Barilli, avrebbe prodotto e caricato l'ormai noto video - da quasi un milione di visualizzazioni su Youtube - su "cinque sfide pericolosissime", tra cui l'auto-soffocamento (detto 'blackout'), guardato dall'adolescente poco prima di morire. Il filmato è stato bloccato dai pm assieme ad altri simili e l'autore, già interrogato, si è difeso sostenendo che nel video lui sconsigliava di mettere in pratica quelle sfide.

Igor Maj, ragazzo morto per il "blackout"

Ora gli inquirenti dovranno valutare se al 24enne sia possibile contestare l'istigazione al suicidio o se si sia trattato di un "gioco" sfuggito al controllo del 14enne fino alle estreme conseguenze, ma senza profili di responsabilità penale. Inizialmente si era pensato a un suicidio, ma poi sul computer della giovane vittima erano apparse delle ricerche proprio sul "blackout", una sfida diffusa online che spinge i "partecipanti" a svenire per asfissia. A denunciarlo un giorno prima dei funerali che si sono tenuti giovedì 13 settembre, sono stati i suoi genitori con una lettera nella quale puntano il dito contro il "gioco". Un gesto estremo che aveva già compiuto un 14enne di Tivoli, morto - anche lui soffocato - a febbraio.

La storia di Igor, morto soffocato in camera

La procura aveva chiesto alla Postale di procedere con il "sequestro preventivo d’urgenza dei siti e la contestuale deindicizzazione degli stessi dai motori di ricerca Google e Microsoft, nonché il blocco dei domini internet a tutti coloro che chiedono la connessione con conseguente inibizione dell’accesso a tali siti". "Si tratta di capire - sottolineano dalla procura - chi vi sia dietro questo macabro gioco e, soprattutto, se" Igor "sia stato indotto psicologicamente o obbligato a compiere tale gesto estremo da parte di qualcuno". 


 

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