Lunedì, 20 Settembre 2021
Città Ravenna

Ergastolo per infermiera killer: "Uccise paziente con dose di potassio"

Pena massima per chiudere il caso di Daniela Poggiali, la 44enne accusata di avere ucciso una sua paziente 78enne iniettandole una dose letale di potassio

RAVENNA - I giudici della corte d'Assise hanno deciso: ergastolo per Daniela Poggiali, la 44enne ex infermiera dell'ospedale Umberto I di Lugo, nel Ravennate. La donna è accusata di avere ucciso una sua paziente 78enne iniettandole una dose letale di potassio. Concessa anche una provvisionale da 150mila euro ai due figli della vittima. Ma la 44enne è anche indagata per un'altra decina di morti sospette in corsia: secondo l'accusa, durante i suoi turni ci furono una novantina di morti in più rispetto alla media dei periodi senza di lei.

L’anno scorso il tribunale del riesame di Bologna aveva usato parole molto dure: "I risultati della consulenza statistica depongono per un’opera sistematica di eliminazione di ricoverati" avevano concluso quei magistrati nel rigettare un’istanza di scarcerazione di Poggiali. Secondo il riesame le conclusioni dell’Istituto di medicina legale di Verona diretto dal professor Franco Tagliaro, al quale la procura di Ravenna aveva dato il compito di esaminare le morti dei pazienti della clinica dall’aprile del 2012 al novembre 2014, erano agghiaccianti.

"Dei 191 decessi nel periodo di servizio della Poggiali all’Ospedale (nel periodo aprile 2012 - aprile 2014) 139 si sono verificati nello stesso settore in cui, in quel momento, stava lavorando l’indagata. Il tasso di mortalità settimanale, quando era in servizio, è risultato estremamente più elevato rispetto a quello osservato nel periodo in cui non era in servizio". 

Daniela Poggiali è finita a processo per un’iniezione letale di cloruro di potassio fatta a Rosa Calderoni, paziente di 78 anni. Sull’infermiera avevano pesato anche una serie di foto in cui la donna è ritratta in pose irriverenti accanto a un’anziana deceduta. Poggiali aveva replicato ammettendo che quegli scatti erano stati un errore ma aveva sempre respinto l’accusa di aver volutamente ucciso Rosa Calderoni. Sulle frequenti morti durante i suoi turni di lavoro aveva sostenuto di essere abituata a fare turni molto lunghi e intensi e che solo a quello va attribuito il maggior numero di decessi.

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