Martedì, 9 Marzo 2021
Livorno

Insulti razzisti alla cassiera che chiede il rispetto delle norme antiCovid: “Faccia da scimmia, torna al tuo Paese”

Vittima una lavoratrice del supermercato Coop al Parco Levante di Livorno. Solidarietà da colleghi e clienti

Foto di repertorio Pixabay

Stava semplicemente facendo il suo lavoro e con gentilezza ha chiesto a una cliente di rispettare il distanziamento, una delle misure più importanti nella lotta al coronavirus, per garantire la sicurezza di tutti e limitare la diffusione del contagio. Una richiesta corretta che ha ricevuto per tutta risposta un profluvio di insulti in mezzo agli altri clienti: “Zitta, faccia il suo lavoro, faccia di scimmia. Se non le sta bene dove sto, torni al suo Paese”.

Vittima di questa aggressione razzista una cassiera del supermercato Coop al Parco Levante di Livorno, una lavoratrice di 56 anni di origini dominicane, da una residente in città. Lei, di fronte a quelle parole, ha reagito con professionalità, cercando di sorvolare “perché sul posto di lavoro si deve sempre far finta di nulla”, ma l’episodio ha spinto la dipendente della Unicoop Tirreno a denunciare quanto accaduto poi in uno sfogo video, pubblicato sul sito del quotidiano Il Tirreno.

La donna ha incassato la solidarietà dei colleghi, intervenuti in sua difesa, e di molti dei clienti, che una volta appresa la notizia, hanno espresso la loro vicinanza e il loro affetto alla lavoratrice, definita “una persona gentile, sempre col sorriso, professionale”. 

Insulti razzisti alla cassiera, la nota di Filcams-Cgil

In una nota la Filcams-Cgil ha espresso “solidarietà e vicinanza” alla cassiera. “Le lavoratrici e i lavoratori della grande distribuzione - dice il sindacato - hanno sempre lavorato incessantemente, fin dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Anche la domenica. Anche in zona rossa. Sempre in prima linea per garantire ai cittadini un servizio essenziale in un mondo investito violentemente dalla pandemia. Queste lavoratrici e questi lavoratori meritano il rispetto di tutti. La salute e la sicurezza, ora più che mai, devono restare priorità assolute nei luoghi di lavoro: diffondere una cultura 'sana' di questi valori significa anche far capire ai clienti che rispettare le norme anticontagio equivale a tutelare il benessere di tutti”. 

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