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Domenica, 23 Gennaio 2022
Catania

L'omicidio di Jenny Cantarero era stato premeditato

I carabinieri hanno pochi dubbi anche sul fatto che Sebastiano Spampinato si sia suicidato

Aveva agito con premeditazione Sebastiano Spampinato, il presunto killer di Giovanna Cantarero, la 27enne uccisa venerdì scorso a colpi di pistola. Lo chiarisce una nota della Procura di Catania che, in merito a Spampinato, trovato morto in casale abbandonato, è sempre più propensa a credere che l’uomo si sia suicidato dopo il femminicidio dela giovane, con la quale avrebbe avuto una relazione.

I carabinieri hanno dunque pochi dubbi sul fatto che Spampinato, 30 anni, si è suicidato sparandosi alla tempia. Il suo cadavere è stato trovato in un locale nella periferia Sud di Catania. Il 30enne era l'unico indagato per l'omicidio di Giovanna, ma i carabinieri, hanno stoppato la caccia all’uomo quando lo hanno trovato morto, con vicino una pistola. Ora c’è da capire se l’arma trovata vicino all’uomo sia la stessa con cui è stata uccisa Cantarero. Per questo la pistola sarà inviata al Ris di Messina per una serie di accertamenti balistici.

Vicino al corpo dell’uomo non c’era solo la pistola. I militari catanesi hanno trovato anche un bossolo e l'ogiva e due caricatori contenenti 20 proiettili calibro 9x21. Durante l'omicidio l'aggressore ha lasciato quattro proiettili inesplosi, a testimonianza di una non meglio indicata complicazione avvenuta durante l'azione di fuoco riconducibile verosimilmente allo stato di agitazione. Il fermo di indiziato di delitto di Spampinato era stato disposto dopo che si è accertata l'esistenza di un'utenza telefonica, che usava la vittima ma che era intestata proprio all’uomo.

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