Venerdì, 17 Settembre 2021
Roma

Roma, ucciso dal papà della fidanzata: "Un colpo partito per sbaglio"

Marco Vannini è stato colpito da un proiettile esploso - sembra accidentalmente - dal sottoufficiale della Marina Antonio Ciontoli. Ma la dinamica è ancora tutta da chiarire e la Procura ha aperto un'inchiesta

In alto a destra Marco Vannini (foto Il Messaggero.it)

Tragedia a Ladispoli, alle porte di Roma. Un giovane di 20 anni è morto a seguito di una ferita da arma da fuoco provocata da un proiettile esploso accidentalmente dal padre della sua fidanzata. Il fatto è accaduto nella tarda serata di domenica. Marco Vannini, questo il nome della vittima, si trovava a casa della fidanzata. 

Con loro, nella villetta, il padre della ragazza, Antonio Ciontoli, sottoufficiale della Marina. Secondo una prima ricostruzione il 48enne era intento a pulire la propria arma quando è partito accidentalmente un colpo che ha raggiunto il 20enne di Cerveteri ad un braccio.

Il giovane è stato trasportato al PIT (Posto di primo intervento) di Ladispoli. Qui è stato quindi richiesto l'intervento dell'eliambulanza per il trasbordo al Gemelli dove però purtroppo è giunto cadavere a seguito di un arresto cardiaco.

APERTA UN'INCHIESTA - Sulla notizia è calato il più stretto riserbo da parte degli inquirenti. La Procura di Civitavecchia ha aperto un'inchiesta e i carabinieri della Compagnia di Civitavecchia stanno cercando di ricostruire i dettagli di quanto accaduto.

Non mancano infatti i punti interrogativi sulla vicenda e il silenzio degli inquirenti non aiuta a scioglierli. Un primo quesito è legato al perché Giuntoli abbia deciso di pulire la pistola proprio nella tarda serata di domenica. Il ferimento è infatti collocabile, dai racconti forniti, tra le 23 e le 24.

Inoltre è da capire perché il giovane, in quel momento in casa con la figlia del Ciontoli, si trovasse proprio sulla traiettoria del colpo accidentale. Risposte in tal senso verranno dall'autopsia, disposta dal magistrato titolare dell'inchiesta.

Altro nodo da sciogliere è legato al trasporto al PIT di Ladispoli che non è un pronto soccorso, ma un posto di primo intervento. L'ipotesi, in questo caso, è che ci possa essere stata una sottovalutazione della ferita, apparsa inizialmente evidentemente non grave. (Da RomaToday)

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Roma, ucciso dal papà della fidanzata: "Un colpo partito per sbaglio"

Today è in caricamento