Martedì, 9 Marzo 2021
Varese

Laura Taroni e i cocktail di farmaci letali al marito e alla mamma

La Corte d'assise d'appello di Milano ha confermato la condanna a 30 anni per l'ex infermiera di Saronno. La sua lettera dal carcere: "Ho ritrovato serenità, penso ai miei figli e alla possibilità di riabbracciarli"

L'infermiera Laura Taroni e l'ex vice primario del pronto soccorso di Saronno Leonardo Cazzaniga, arrestati dai carabinieri di Saronno il 29 novembre 2016, in una foto tratta dal profilo Facebook della donna. Ansa

La Corte d'assise d'appello di Milano ha confermato la condanna a trent'anni di reclusione per Laura Taroni, 44enne ex infermiera dell'ospedale di Saronno (in provincia di Varese) imputata per aver somministrato cocktail di farmaci letali a suo marito Massimo Guerra nel 2013 e a sua madre Maria Rita Clerici nel 2014, in concorso secondo l'accusa con l'ex amante e medico Leonardo Cazzaniga. La sentenza è arrivata nel processo di secondo grado bis, dopo che la Cassazione aveva annullato con rinvio la condanna a trent'anni in abbreviato.

Laura Taroni: appello conferma la condanna a 30 anni per l'ex infermiera di Saronno

Laura Taroni, madre di due figli, per l'accusa avrebbe commesso gli omicidi nell'ambito della sua relazione "criminosa e sentimentale" con l'ex vice primario Leonardo Cazzaniga, condannato all'ergastolo in primo grado per la morte di dodici pazienti (ora l'imputato sta affrontando il processo di appello). Prima che i giudici entrassero in camera di consiglio, l'ex infermiera si è rivolta alla Corte con una lettera scritta dal carcere di Como e letta in aula da un difensore: "Ho ritrovato la donna che ero e la madre che voglio essere, nessuno meglio di me crede nella finalità rieducativa della pena, in carcere ho ritrovato serenità, penso ai miei figli e alla possibilità di riabbracciarli".

Si tratta del processo d'appello bis dopo che la sentenza è stata annullata in Cassazione per la mancanza di alcune pagine nelle motivazioni ma anche, scrivono i giudici, per una "elusione integrale" del problema delle condizioni psichiche della donna, sostenuto dalla difesa. Non era cambiata però la richiesta dell'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore generale Nunzia Ciaravolo: trent'anni di reclusione. I legali di Laura Taroni, Cataldo Intrieri e Monica Alberti, avevano invece chiesto l'assoluzione della loro assistita. 

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