Domenica, 13 Giugno 2021
Città Foggia

Giovane mamma salvata dal trapianto, le sue bambine scrivono al donatore: “Grazie a te è ancora con noi”

Il messaggio delle figlie di Annalisa, a cui l’anno scorso era stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta. Anche lei ha voluto ringraziarlo: “Non saprò mai chi sei, ma provo per te tanto affetto e un'infinita ammirazione da considerarti mio fratello”

Uno dei disegni delle bambine pubblicato su Facebook dalla Casa Sollievo della Sofferenza

Non sapranno mai chi è, ma grazie a lui la loro mamma è ancora con loro. Due bambine di 7 e 10 anni hanno voluto scrivere all’anonimo donatore di midollo osseo che ha salvato la loro mamma. È la storia raccontata da FoggiaToday

A marzo dall’anno scorso, in piena emergenza sanitaria e con l’Italia in lockdown, a mamma Annalisa è stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta. Per lei l’unica possibilità di guarigione era il trapianto di midollo e così il Centro Trapianto dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia) aveva avviato subito la ricerca di un donatore. A luglio, tra gli iscritti nel Registro Internazionale dei Donatori di Midollo Osseo, un giovane uomo è risultato idoneo e compatibile e così dopo poche settimane Annalisa si è sottoposta al trapianto. 

Il ringraziamento delle figlie di Annalisa al donatore di midollo

Le sue bambine hanno voluto ringraziare quindi l’anonimo donatore che ha restituito la vita alla loro mamma, con una lettera e disegni coloratissimi:

“Ti scrivo per ringraziarti di quello che hai fatto per me e la mia mamma. Ti auguro di avere una vita super felice e vissuta sempre in buona salute. Ti voglio bene anche se non ti conosco e spero che tu sia felice anche nei momenti negativi” 

Anche Annalisa ha rivolto un pensiero al suo donatore: “Non saprò mai chi sei, ma provo per te tanto affetto e un'infinita ammirazione da considerarti mio fratello", scrive in una lettera, pubblicata - come i disegni delle sue bambine - sulla pagina Facebook della Casa Sollievo della Sofferenza.

“Quando abbiamo scoperto la mia malattia sono crollati tutti i nostri sogni, i nostri progetti per il futuro. Ma un giorno, non molto lontano, ho saputo che c’eri tu, pronto a donarmi le tue cellule. Da allora il mio pensiero è rivolto a te. Ero preoccupata per te e chiedevo ai medici se correvi dei rischi ma loro mi hanno rassicurata. Mai avrei voluto salvarmi e danneggiare la tua salute. Hai deciso di farmi questo dono in un periodo difficile come questo, rischiando il contagio da coronavirus. Questo ti rende ancora più speciale. Non so come andrà a finire la mia storia, ma di una cosa sono certa: ti sono infinitamente grata. Grazie a te mi sveglio ogni giorno e vedo la luce del sole, le mie figlie continuano ad avere la loro mamma e tutte le persone che mi vogliono bene possono ancora sentire il suono della mia voce. Ringrazio il Signore che esistono degli angeli come te!”. 

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