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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Trieste

Liliana Resinovich: il mistero della pensionata scomparsa nel nulla

Proseguono le indagini sulla donna triestina di cui non si hanno più notizie dal 14 dicembre. Una vicenda con molti punti oscuri

È un giallo la scomparsa di Liliana Resinovich, la pensionata 63enne svanita nel nulla pochi giorni prima di Natale a Trieste. Di lei non si hanno più notizie dal 14 dicembre, quando è uscita dalla sua casa di via Verrocchio quella mattina. La sua borsa con il portafoglio e i suoi due cellulari sono stati trovati qualche giorno dopo in un armadio. Il marito Sebastiano Visintin ne ha denunciato la scomparsa, è stato attivato il Piano di ricerca persone scomparse e del suo caso si è occupata anche la trasmissione di Rai Tre Chi l’ha visto?. Di Liliana al momento non c'è traccia e la vicenda, tra colpi di scena e testimonianze, si fa sempre più oscura. 

Liliana Resinovich, il giallo della scomparsa

Una negoziante di via San Ciglino, nel rione San Giovanni dove abita Liliana, ha raccontato di aver visto la donna la mattina del 14 dicembre davanti al suo negozio, tra le 8 e le 9. Una circostanza che conferma quando raccontato dal marito di Resinovich, secondo cui la moglie sarebbe uscita dalla loro casa in via Verrocchio al mattino per gettare l'umido. L'uomo sarebbe uscito di casa poco prima della moglie, per poi tornare verso l'ora di pranzo e riuscire ancora nel pomeriggio, senza allarmarsi per l'assenza della donna. Dopo una serie di telefonate a vuoto nel corso della giornata, una coppia di amici avrebbe convinto Visintin a recarsi in questura e a procedere con la denuncia di scomparsa, intorno alle 22 del 14 dicembre.

La testimone oculare che sostiene di aver visto Resinovich ha raccontato: "È passata velocemente, camminando con la testa bassa ed era vestita con abiti di colori scuri". Non ricorda se effettivamente Resinovich avesse con sé la borsetta che è stata poi ritrovata nell'armadio della camera da letto qualche giorno dopo la sua scomparsa. "Non ho visto se aveva la borsa - ha detto la donna - perché non vedevo la mano sinistra, siccome scendeva verso giù". Il particolare, quello secondo cui Resinovich portava sempre la borsa sul lato sinistro, viene confermato dalle tante fotografie che appaiono sul profilo social di Sebastiano Visintin. La negoziante ha fatto la sua deposizione mercoledì 22 dicembre, dopo aver contattato le forze dell’ordine tra lunedì e martedì, otto giorni dopo la scomparsa di Resinovich. "Io l'ho scoperto per caso da una signora che non è neanche di San Giovanni. Mi ha detto che aveva visto un post su Facebook, era sabato (18 dicembre, quattro giorni dopo la denuncia di Visintin in questura ndr)". La donna ha raccontato di non aver cercato prima le forze dell'ordine perché aveva preferito aspettare per verificare la veridicità della notizia.

La testimonianza dell'amico di vecchia data

Sulla scomparsa di Liliana Resinovich indaga la squadra mobile e la Procura di Trieste ha aperto un fascicolo. Sono stati acquisiti i due cellulari della donna e un estratto conto bancario rinvenuto in un cassetto del comodino di casa sua.

Amici e parenti nei giorni scorsi hanno commentato la scomparsa di Liliana, smentendo l'ipotesi che tra lei e il marito ci fosse il rapporto idilliaco che Visintin ha descritto. Il giorno della sua scomparsa Liliana era attesa a casa di un amico di vecchia data che aveva ripreso a frequentare alla fine di agosto dopo tanti anni. Questo quanto raccontato dall'uomo, che ha chiesto l'anonimato, raggiunto al telefono da TriestePrima. Nel loro ultimo contatto telefonico Resinovich gli avrebbe detto di dover passare prima da un negozio in via Battisti e poi sarebbe venuta a casa sua. In quel negozio però nessuno l'avrebbe vista e a casa dell'uomo Liliana non è mai arrivata. Secondo il suo racconto, la donna avrebbe dovuto dire al marito che aveva intenzione di lasciarlo dal 16 dicembre. Alle affermazioni dell'uomo e di una cugina di Liliana, Sebastiano Visintin ha risposto: "Come fa a dire questo signore che Lilli non mi amava più e che avrebbe dovuto andare a stare da lui? Ma si rende conto di quello che abbiamo noi qui a casa? Se qualcuno ha qualcosa da dire che venga a dirmelo. Io non ho riscontri di questo, ma non voglio giocare a tennis con lui". "Può darsi che mi arrivi un avviso di garanzia - ha aggiunto poi Visintin - ma la cosa non mi spaventa. Non ho intenzione di andare da un avvocato perché le cose verranno fuori da sole. Io non ho fatto del male, non ho niente da nascondere”.

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