Lunedì, 26 Luglio 2021
Città Ragusa

Veronica Panarello, uomo armato in tribunale: "Voglio vederla"

L’uomo, pensionato ragusano di 65 anni, è stato denunciato per porto abusivo d’armi: ecco i dettagli dell’accaduto. Il nonno di Loris respinge le accuse

Andrea Stival ha respinto le accuse della nuora

"Voglio vedere Veronica Panarello". E così è entrato armato in tribunale a Ragusa. Un uomo di 65 anni, pensionato, è stato denunciato per porto abusivo di armi. Con una pistola in mano voleva "vedere la mamma del piccolo Loris Stival, ma giuro che non volevo farle del male". L'episodio si è verificato il tre marzo scorso, ma la notizia si è appresa soltanto oggi.

Oltretutto l'uomo aveva anche scelto il giorno sbagliato: il tre marzo, infatti, era in programma l’udienza di Andrea Stival, il suocero di Veronica, e la Panarello non era in tribunale. Andrea Stival davanti ai magistrati ha negato ogni accusa. Sbigottito dalle accuse infamanti della nuora, che lo indica come il suo amante e l’assassino di suo figlio Loris, l’uomo ha ammesso che "non si spiega il perché lo abbia fatto".

Nelle cinque ore davanti al sostituto procuratore di Ragusa Marco Rota, Andrea Stival resta fermo sulla propria posizione: “Non l’ho ucciso io e non ho una relazione con lei”. Dopo la nuova ricostruzione della donna lui è indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Durante l’interrogatorio, rivela il suo legale Francesco Biazzo, Andrea Stival ha “respinto ogni accusa per l’omicidio del piccolo Loris e quella infamante di avere una relazione con Veronica Panarello e ha fornito chiarimenti su quanto aveva già detto”.

LA COMPAGNA DEL NONNO - Nell’ora in cui il medico legale stima sia stato ucciso il bambino l’uomo, che convive con la compagna Andreina Fiorilla, sarebbe stato lontano dal luogo del delitto. I due si sono svegliati nella prima mattinata. Poi la coppia è uscita intorno alle 10.15 ed è andata prendere un caffè, poi è andata in farmacia e quindi è entrata in un negozio vicino casa di Veronica Panarello, e infine si è recata in un supermercato. La ricostruzione è stata confermata da Andreina Fiorilla, che è stata sentita per poco più di due ore come persona informata sui fatti dal pm Rota: “Stavamo da poco insieme, perché dovrei fornire un falso alibi a uno che ha ucciso un bambino?”. “Lui non ha bisogno di alibi perché nessuno lo vede, mai, sui luoghi dell’omicidio – osserva l’avvocato  Biazzo – e in ogni caso il fatto che lui quella mattina si trovava con la compagna è stato confermato. Le telefonate con Veronica? Ci sono state e rientrano nella gestione di un rapporto assolutamente familiare”.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Veronica Panarello, uomo armato in tribunale: "Voglio vederla"

Today è in caricamento