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Domenica, 23 Gennaio 2022
Città Napoli

Luca, morto a 15 anni dopo il pranzo di sushi: ristorante sotto sequestro

E' scattato nelle scorse ore il sequestro preventivo per il ristorante: sequestro di tipo preventivo, eseguito dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità. Per le indagini saranno decisivi i risultati dell'autopsia

Il dramma di Luca Piscopo, lo studente morto a 15 anni pochi giorni dopo un pranzo a base di sushi con le amiche in un locale del Vomero a Napoli, ha colpito l'Italia intera. E' scattato nelle scorse ore il sequestro preventivo per il ristorante: sequestro di tipo preventivo, eseguito dai carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli.

Per le indagini saranno decisivi i risultati dell'autopsia, che verranno comunicati nei prossimi giorni. Il pranzo a base di sushi in un ristorante in centro a Napoli risale allo scorso 23 novembre. Dopo il pranzo, vari ragazzi iniziano a stare male: per le amiche la situazione non risulta grave, invece Luca continua ad avere nausea, diarrea, vomito, febbre. Il 2 dicembre Luca Piscopo viene ritrovato morto nel suo letto dai genitori. Ora la famiglia chiede giustizia.

Sulla vicenda è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo dalla Procura di Napoli: dai pm Luigi Landolfi e Federica D’Amodio sono stati iscritti nel registro degli indagati il titolare del ristorante di sushi al Vomero dove lo scorso 23 novembre il ragazzo aveva pranzato, e il medico di base che lo ha avuto in cura fino al decesso avvenuto il 2 dicembre.

Luca era in perfette condizioni di salute. "Non aveva alcun problema, non c'era alcuna ombra nella sua vita", dice la madre. Quel giorno, spiega, era andato a scuola ed aveva partecipato ad una gita. Poi il gruppo si era sparpagliato e lui aveva scelto di andare al ristorante di sushi con tre compagne di classe. "Sin dalla sera ha accusato dei disturbi fisici, sintomi che potrebbero essere riconducibili a chissà quante altre malattie", spiega la donna: "Dolori alla pancia, diarrea, febbre alta, vomito". Il medico di famiglia gli ha prescritto entorogermina, tachipirina, antibiotici. I familiari vogliono che si faccia chiarezza: "Abbiamo il diritto di sapere per quale motivo un ragazzino nel pieno dei suoi anni e della sua forza fisica debba finire in questo modo. Vogliamo sapere se ci sono stati errori da parte di qualcuno". Fosse anche "per evitare che fatti del genere si ripetano".

È sicuro andare a mangiare agli "all you can eat" con 15 euro?

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