Sabato, 15 Maggio 2021
Reggio Calabria

Davide De Simone, il "mago" è stato arrestato con accuse pesantissime

Prometteva di allontanare il "maligno" da chi, travolto da problemi sentimentali e ancorato ad antiche credenze, si rivolgeva a lui. Truffe, violenze sessuali e omicidio colposo. Il provvedimento giunge dopo due anni di indagini. Che cosa hanno scoperto

Le accuse sono molto pesanti. I carabinieri di Reggio Calabria hanno arrestato un 40enne "mago" Davide De Simone, con l'accusa anche di omicidio colposo, mentre ai domiciliari è finita la moglie dell'uomo, la 37enne V.G., accusata di ricettazione. 

L'uomo, secondo l'accusa, era riuscito a raggirare un disabile mentale spingendolo a sospendere una cura farmacologica e a rifiutare un intervento, cosa che lo avrebbe poi portato al decesso.

Truffava vittime promettendo di guarirle: arrestato mago a Reggio Calabria

Prometteva di allontanare il "maligno" da chi, travolto da problemi sentimentali e ancorato ad antiche credenze, si rivolgeva a lui. Ma, per i militari del comando provinciale di Reggio Calabria, guidati dal colonnello Marco Guerrini, era tutta una truffa. Con questa ed altre accuse pesanti, così, i Carabinieri della compagnia di Reggio Calabria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Gip del tribunale di Palmi Barbara Borelli, su richiesta del sostituto procuratore Giorgio Panucci della Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal procuratore Giuseppe Casciaro.

I due coniugi - come racconta oggi nel dettaglio ReggioToday - sono ritenuti responsabili, in concorso, del reato di “ricettazione” mentre il mago anche per altri gravi delitti quali “omicidio colposo”, “morte come conseguenza di altro delitto”, “violenza sessuale”, “circonvenzione di persona incapace”, “detenzione abusiva di armi” e “truffa aggravata”.

Il provvedimento giunge dopo un’articolata attività d’indagine avviata nel gennaio 2019, quando durante un servizio di controllo del territorio, gli uomini dell’Arma intervennero all’interno di un ufficio postale del capoluogo reggino, poiché allertati da una segnalazione giunta al 112 da parte del direttore della filiale, al quale aveva destato preoccupazione un atteggiamento, alquanto “ambiguo”, da parte di un avventore e di una donna che invece era rimasta al di fuori dell’esercizio commerciale.

I sospetti non si erano mostrati infondati, in quanto, al termine della successiva perquisizione personale e domiciliare, presso l’abitazione dei due, rivelatisi poi marito e moglie, gli operanti avevano rinvenuto e contestualmente sequestrato vari monili in oro, due cartucce per armi da fuoco e una cospicua somma di denaro.

Le indagini hanno svelato il giro d’affari in cui erano coinvolti: una coppia di abili truffatori - secondo le accuse -  in cerca di poveri malcapitati a cui promettere la “miracolosa” risoluzione di problemi di carattere sentimentale o di salute in cambio di soldi.

Il modus operandi del mago era sempre lo stesso

Il modus operandi era sempre lo stesso: il mago, approfittando della fragilità e della vulnerabilità delle sue vittime, convinte di essere colpite da negatività o sfortune, e facendo leva su una delle tradizioni popolari più radicate, con amuleti e talismani portafortuna venduti a peso d’oro, procedeva all’incantesimo con la promessa di sconfiggere il “Maligno”. In alcuni casi, vantando poteri soprannaturali, decantava di riuscire a curare una malattia o riconquistare il partner perduto.

Durante la celebrazione di alcuni di tali riti esoterici, il millantatore è riuscito anche ad "abbindolare” tre donne che si erano rivolte a lui per riconquistare la propria anima gemella e violentarle. Infine, il fantomatico mago, è riuscito addirittura a ricercare e conquistare una forte empatia da parte di un soggetto affetto da infermità mentale e deficienza psichica; raggirandolo a tal punto da farsi consegnare mensilmente l’intero importo della pensione d’invalidità, ingenerando nel povero sfortunato un forte stato di sudditanza e influenza tale da indurlo - sempre secondo le accuse - perfino a sospendere la cura farmacologica cui era sottoposto presso l’ospedale di Polistena, e a rifiutare di sottoporsi a un importante intervento chirurgico. L'uomo poi perse la vita.

Arrestato mago Reggio Calabria: video

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