Lunedì, 20 Settembre 2021
Città Bergamo

Malata al lavoro da mesi, si allenava per le gare di corsa in montagna

Una 30enne residente in provincia di Bergamo era assente da mesi per motivi di salute, ma invece di stare a casa andava a correre in montagna

Foto di repertorio

Le Fiamme Gialle di Costa Volpino, in provincia di Bergamo,  hanno terminato le indagini nei confronti di una dipendente di una ditta bresciana con sede in Valcamonica, che, durante il periodo di malattia, ne approfittava per allenarsi e partecipare a gare di corsa in montagna.

Dopo un iniziale periodo di legittima convalescenza a seguito di un intervento chirurgico, la donna, una 30enne residente nell'Alto Sebino, ha accusato a distanza di 3 mesi una ricaduta, facendosi concedere dal proprio medico un ulteriore periodo di circa 60 giorni di riposo, nel corso del quale, però, ha approfittato del tempo libero (di fatto pagato dall’Inps e dall’azienda, specializzata in stirature industriali per bar, alberghi e ristoranti) con lo scopo di allenarsi in vista della partecipazione ad una gara di skyrunning di livello nazionale, che prevedeva un tracciato di oltre 50 km e dislivelli per 8.400 metri, tra morene, creste e nevai.

Nel corso delle indagini è stato accertato che, durante il periodo di malattia e negli orari in cui aveva l’obbligo di reperibilità, anzichè riposare e curarsi la 30enne compiva regolari allenamenti in vari percorsi montani della provincia, arrivando ad alloggiare, in occasione della gara, presso un albergo a quasi 150 km di distanza da casa, pubblicando persino su Facebook le foto delle sue 'imprese'.

Nei tre mesi successivi all’intervento, inoltre, aveva già partecipato come atleta agonista ad altre quattro analoghe competizioni.
Con artifizi e raggiri, era riuscita inoltre a farsi rilasciare dai medici certificati finalizzati all’astensione dal lavoro, inducendo in errore sulla effettiva sussistenza della malattia sia gli stessi medici sia il proprio datore di lavoro e l’INPS, procurandosi così un ingiusto profitto.

Deferita all’autorità giudiziaria, le è stato quindi notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari. E' ora accusata del reato di “truffa aggravata ai danni di un Ente pubblico dello Stato”.

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